Fabio The Wolf, dopo la pioggia di soldi il gioco si fa duro. Comuzzo via, occhio alla formula. Attacco da ricostruire sulle fasce (e forse anche al centro). Kean? Tra emoticon e silenzi decida cosa fare da grande

Fabio The Wolf, dopo la pioggia di soldi il gioco si fa duro. Comuzzo via, occhio alla formula. Attacco da ricostruire sulle fasce (e forse anche al centro). Kean? Tra emoticon e silenzi decida cosa fare da grandeFirenzeViola.it
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Angelo Giorgetti

Paratici ha preso il comando e segna il territorio a 360 gradi, perché di più non ce ne sono. Scopre i canini anche per l’insidia di una domanda, non ci sono settori in cui non faccia sventolare la bandiera del cambiamento.

Figuriamoci se _ dopo averlo invocato tanto _ mi sorprendo o peggio ancora mi lamento. Del resto contano i dettagli per ‘overperformare’ (cit).

Diamo atto a The Wolf of Viola Street di aver dato una grande prova di forza aprendo i forzieri della ditta e balzando al timone, mai nessuno come lui ha avuto mano libera nella storia della Fiorentina di Commisso.

Colpi solidi e costosi, arriverà anche qualche giovane più o meno sconosciuto ed è questo il tipo di mercato che più mi incuriosisce per riscoprire il senso e la gioia dello scouting. C’è chi ha scoperto Kvaratskhelia in Georgia, giocava nella Dinamo Batumi nella Erovnuli Liga, mica nel Real Madrid. Ci sarà qualcosa di simile in giro per il mondo? Quanti talenti da far sbocciare ci sono, avendone le capacità e le possibilità. Abbiamo onestamente più speranze rispetto al passato.

Intanto si avvicina il difficile: bisogna davvero scremare un gruppo in cui gli scontenti galleggiano (chissà perché, penso a Dodo) e rimodellare la squadra dalla cintola in su. Vabbè che Joseph ha generosamente aperto il deposito di famiglia, ma qualche garanzia in uscita ci dovrà essere, prima di buttarsi sugli esterni di attacco. Senza quelli, forti in un modo che avrebbe fatto esultare perfino Italiano, il 4-3-3 è un ibrido estivo da amichevoli.

Comuzzo viaggia verso il Toro e secondo me andarsene da Firenze è la scelta giusta: troppe scorie dopo l’ultima annata, alto il timore di ricominciare in un clima di quiete accesa, il giovane difensore ha valore ma questo è uno dei casi in cui probabilmente lo dimostrerà lontano da qui (almeno per una stagione). La formula dell’operazione dovrà essere accorta, si parla di un prestito con diritto di riscatto a 20 milioni. Cifra alta. Ma se fossi la Fiorentina avrei preso spunto dai contratti che garantiscono una eventuale recompra. Chi svilisce Comuzzo non valuta le conseguenze della scorsa, ignobile stagione che ha travolto tutto e tutti, figuriamoci un ventenne. Quindi sarebbe meglio lasciarsi una porta aperta, o anche due.

Neanche sono convinto al 100 per cento che Kean resti: diciamo che la sua permanenza è legata alla forza delle offerte, The Wolf brucia le batterie dei telefonini e di sicuro qualche alternativa pronta ce l’avrebbe, anzi ce l’avrà di sicuro, sarebbe una delusione il contrario. Il cambiamento è netto, come ho scritto altre volte siamo passati dal timore per le scelte originali alla fiducia per il filo logico che immaginiamo stia nascendo: certo che Moise nei suoi cenci farebbe la differenza, ma solo chi ha la possibilità di confrontarsi con lui sa come stiano sinceramente le cose. E questo a prescindere dalle emoticon che il fratello di Kean fa lampeggiare sotto la notizia del possibile trasferimento a Como: siamo ridotti a parlare anche di questo _ mentre dalla Germania spunta l’interesse del Lipsia _ sperando che Moise tra un silenzio e l’altro decida davvero cosa vuol fare da grande.

Intanto la squadra è in Inghilterra e per ora siamo in una condizione calcistica inespressa. Per quanto possa valere la prima amichevole _ per me poco, come la seconda e quelle che verranno _ le notizie sono quelle di un allenatore alla ricerca di un’identità, che ribadisco sta provando un 4-3-3 senza esterni di attacco che assomiglino a quelli titolari (e anche alle riserve). Non granché, anche per i movimenti da memorizzare e mi riferisco soprattutto al territorio delle mezzali, finalmente di livello intrigante per pensare in grande. Ancora complimenti a The Wolf per l’acquisto di Atta, Oulai è un motorino da inquadrare ma ha tecnica e rapidità di esecuzione. A occhio una coppia di protagonisti così non c’è mai stata negli ultimi 7 anni.

Mi chiedo fra parentesi perché le prime partite estive debbano quasi sempre essere organizzate contro squadre che sono più avanti nella preparazione, tipo quelle inglesi perché il campionato comincerà prima.

Grosso nel frattempo deve gestire un grande ingorgo. Dopo le vette di surrealismo raggiunte la scorsa stagione, il neoallenatore sembra avere il più grande privilegio che il calcio possa offrire: il coefficiente di peggioramento è prossimo allo zero. A meno che la squadra non decida di giocare a rovescio verso la propria porta, avvilirsi più della passata stagione richiederebbe un autolesionismo quasi sublime. Insomma servirebbe un sabotaggio scientifico.

Ma siamo sicuri che The Wolf scoprirebbe i canini per tempo e gli ululati arriverebbero anche in piazza Duomo.