Giraudo torna a parlare di Calciopoli. "Gogna mediatica senza precedenti"

Giraudo torna a parlare di Calciopoli. "Gogna mediatica senza precedenti"FirenzeViola.it
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Oggi alle 12:00Rassegna stampa
di Redazione FV

Intervistato oggi da La Stampa, Antonio Giraudo torna a parlare dopo vent'anni. Il dirigente ex Juventus racconta le sue verità su Calciopoli, che spazzò via la famosa Triade bianconera: "Ora è cambiato il contesto, i processi ordinari si sono conclusi senza alcuna condanna. E c'è una novità di giustizia sportiva: avevo chiesto il rito abbreviato perché volevo un giudizio veloce, ma la sensazione è che i giudici abbiano tirato per le lunghe perché l'alternativa era assolvermi. E hanno mandato tutto in prescrizione".

Calciopoli per Giraudo fu "una gogna mediatica senza precedenti. Figlia dell'invidia di chi non ci ha battuto sul campo. Ma la vera conseguenza, è stata affossare il calcio italiano: un topolino che ha partorito una montagna. Nessun campionato alterato, come disse Sandulli, presidente della Corte Federale, 'un mondo fatto di cattive abitudini, non di illeciti classici'. E poi anche oggi mi sembra che si parli molto di una certa 'arbitropoli' e che il telefono sia ancora caldo. Ho rispettato le regole, lo dicono anche le sentenze".

Prosegue Giraudo: "Con Gianni e Umberto Agnelli viventi sarebbe successo nulla. Ci hanno seguiti, intercettati e spiati privatamente, non si sarebbero permessi nemmeno di immaginare certe cose. Sarebbe prevalso il codice di rispetto che vigeva nel capitalismo italiano. Il comportamento della società mi ha sempre lasciato perplesso, ha chiesto il patteggiamento nel processo sui bilanci e i suoi dirigenti sono stati assolti. Ha accettato la Serie B senza aver neanche letto le intercettazioni. Errore enorme di valutazione. L'allora presidente Grande Stevens presentò una querela per infedeltà patrimoniale della mia gestione. Alla fine io sono stato assolto".