La Viola mostra di cosa è capace, Repubblica: "Può essere una bella sorpresa"
Due partite, più la Coppa Italia, non bastano ancora per giudicare il lavoro di Vanoli, ma contro il Napoli la Fiorentina ha mostrato “di cosa è capace”. È la lettura di Giuseppe Calabrese per la Repubblica (ed. Firenze), secondo cui era “impensabile che il valore della Fiorentina fosse quello che ci aveva fatto vedere Grosso”. Il cambio in panchina ha permesso di “liberare la qualità” di un gruppo che presenta ancora limiti, ma anche “grossi margini di miglioramento”. Più del risultato, contro il Napoli hanno colpito “la capacità di reagire dopo la rete di Gilmour, la voglia di vincere, la determinazione su ogni pallone”, elementi che hanno restituito “una squadra trasformata nella testa e nelle gambe”. E c’è anche un cambiamento fisico: “Adesso i giocatori corrono, prima no. Arrivano in fondo sfiniti, ma almeno reggono”.
La sosta, secondo Calabrese, arriva quindi “al momento giusto”: Vanoli ha riequilibrato la squadra e ridato fiducia a un gruppo “inebetito dai concetti del suo predecessore”, avendo ora il tempo per lavorare più in profondità sulla propria idea di calcio. Dai primi di ottobre, scrive il giornalista, “sarà tutta roba sua” e, se quanto visto contro il Napoli “non è stato un altro abbaglio, la Fiorentina potrebbe essere una bella sorpresa”. Restano da sistemare alcuni aspetti, soprattutto in difesa, mentre davanti serve “maggiore concretezza degli attaccanti”. Ma sono, secondo Calabrese, “dettagli di una crescita naturale e inevitabile”, quelli di una Fiorentina “che era stata costruita per sognare”. Con una chiusura netta: “Ma nessuno lo aveva detto a Grosso”.
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