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Marcolin sicuro: "La Viola ha un'anima. Che intuizione Parisi alto. Kean responsabilizzato"

Marcolin sicuro: "La Viola ha un'anima. Che intuizione Parisi alto. Kean responsabilizzato"FirenzeViola.it
© foto di Alessandro Garofalo/Image Sport
Oggi alle 12:36Radio FirenzeViola
di Andrea Giannattasio

L'ex centrocampista ed allenatore Dario Marcolin (voce tecnica di Dazn e vice di Sinisa Mihajlovic nel suo primo anno alla Fiorentina nel 2010/11), è intervenuto oggi a Radio FirenzeViola nel corso della puntata odierna di Viola amore mio per commentare il momento della squadra gigliata in vista anche dell'impiego di Moise Kean questa sera in Nazionale: "Non è stato un anno facile per Kean, per via degli infortuni, ma adesso lo vedo più decido e più motivato. Direi quasi responsabilizzato. Adesso la Fiorentina per salvarsi ha bisogno di giocatori come lui, ovvero in grado di fare la differenza. Adesso la Fiorentina non può più sbagliare".

Adesso però la formazione di Vanoli sembra più squadra...
"Sì, la squadra ha un'anima e grazie a quest'anima può uscire da questa situazione. La Fiorentina gioca meglio con le grandi che con le piccole ma adesso vedo equilibrio all'interno del gruppo. La freccia ideale dei viola è puntata verso l'alto".

Quanto merito c'è in tutto questo della crescita di Fagioli?
"Nicolò è cresciuto molto: ha portato fuori anche lui la Fiorentina da questo momento delicato. Ha geometrie importanti. Spesso parlo con Vanoli, con cui sono amico, e so che lui ci crede tanto. Con la sua visione di gioco negli ultimi 30 metri può essere sempre decisivo".

Si è convinto a giocare regista Fagioli?
"È sempre così coi giocatori di qualità. Anche Pirlo non ha iniziato come regista. La visione degli allenatori spesso condiziona il percorso della carriera di un giocatore e per Fagioli stiamo assistendo a questo".

Altra intuizione è stata quella di Parisi esterno alto: che pensa?
"Ormai vanno di moda gli esterni a piede invertito, basti vedere Berardi, ma Parisi è uno che ama giocare col pallone tra i piedi quindi l'intuizione è stata giusta. Togliendogli compiti difensivi, si vedono molto di più le sue qualità: davanti ha più campo per giocare, è più nel vivo del gioco, sa rientrare e mettere il pallone ed è bravo nell'uno-due. Vanoli lo ha valorizzato indubbiamente".

Vanoli, però, non è riuscito a rivitalizzare Gudmundsson ancora...
"La maglia numero 10 è importante e a Firenze la pressione si sente. Ma non è tanto Vanoli che deve motivare Gud, è il giocatore che deve fare il passo giusto e dare di più. Anche perché mi pare che già lo scorso anno aveva avuto qualche problema. Deve essere il leader tecnico della squadra".

Ascolta il resto dell'intervento nel nostro podcast!