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Cucchi: "Il capitalismo ha rubato l'animo popolare al calcio e abbattuto ogni diritto"

Cucchi: "Il capitalismo ha rubato l'animo popolare al calcio e abbattuto ogni diritto"FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 20:20Radio FirenzeViola
di Redazione FV

Riccardo Cucchi, giornalista e radiocronista storico di Radio Rai, è intervenuto a Radio FirenzeViola durante "Scanner", trasmissione a cura di Anna e Giulio Dini, oggi sul tema "Il calcio che ci piacerebbe: nostalgici o reazionari?". Ecco le sue parole: "Le cose non sono migliorate nel calcio e peggiorano via via che scorre il tempo ma non significa che non sia possibile salvarlo perché il vero tema è questo: vogliamo salvarlo? I dirigenti italiani, europeo e palnetario lo vogliono? O vogliono lasciarlo alla deriva, in mano a speculatori e gente che non ha ancora capito l'identità popolare del calcio. Credo che si possa ancora salvare il calcio ma bisogna capire quanto sia forte la volontà di chi il calcio lo ama".

I motivi?
"Il calcio è vittima di un neoliberismo e un capitalismo sfrenato e che rompe ogni regola e non c'è opposizione all'abbattimento dei diritti che sembravano consolidati ed è ciò che sta avvenendo. Ma se ciò avviene è perché c'è uno spregiudicato capitalismo che non ha più avversari ed anche il calcio ne è vittima di questa speculazione capitalista. Quando il capitalismo ha capito che poteva costruire imperi sul calcio gli ha rubato l'anima popolare. Questa è la verità".

Il calcio è ancora sport o spettacolo e lo scimmiottare gli sport americani?
"Il calcio non è spettacolo, è un errore culturale in cui troppi stanno cadendo, non è intrattenimento ma passione e sentimento. Guarda a Roma, i tifosi della Lazio disertano lo stadio rinunciano al loro diritto di appassionati perché si sentono allontanati da una proprietà, in quel caso Lotito, che sta abbattendo i sogni. Cosa costruisce l'industria del calcio? Costruisce un bene immateriale di grande valore che è la passione della gente. Vorrei chiedere agli appassionati se va allo stadio per divertirsi o per soffrire. Se il tifoso si stanca di pagare biglietto e tv per vedere il calcio, il calcio muore. Ma è possibile che bisogna pagare sempre tutto nel calcio, comprese le scuole calcio".

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