Bellinazzo sulla multa della Uefa: "Ecco come cambia il mercato viola"
Il giornalista esperto di economia e finanza nel calcio sul Sole 24 Ore, Marco Bellinazzo, è intervenuto a Radio FirenzeViola nel corso della trasmissione "Viola amore mio". Queste le sue parole sul tema della multa della Uefa alla Fiorentina: "Con il nuovo Fair Play Finanziario varato dopo la pandemia per accompagnare i club verso la sostenibilità, la Uefa ha instaurato due pilastri di controllo, uno legato alle perdite massime che si possono accumulare in un triennio che è di 60 milioni, quello che la Juventus ha violato. Le multe fatte ai bianconeri e ai viola sono diverse, perché la Juve ha rispettato l'altro pilastro del 70% del costo del lavoro allargato ma ha violato quella sulle perdite massime nel triennio. Da qui la multa piccola nell'immediato ma pari a venti milioni condizionati, nel senso che la Juve contemporaneamente a pagare la multa ha anche sottoscritto un settlment agreement con la Uefe in cui si è impegnata a rientrare nei prossimi tre anni nei paletti. Nel caso della Fiorentina non è stata violata la regola sui deficit massimi ma ha violato la Squad Cost Rule, che fissa al 70% dei ricavi quello che tu puoi spendere per la squadra. Detto in parole povere, tutto quello che incassi da stadio, diritti tv e area commerciale, oltre che dalla media triennale delle plusvalenze, non puoi spendere per ingaggi ai giocatori oltre che per gli ammortamenti e gli intermediari più del 70%. È un'analisi che non ha a che fare con il triennio ma sull'anno solare. Ecco perché la multa non è dilazionata ma va pagata subito".
Ora cosa succede per il club viola? Essere in Europa o meno conta? "Questo è importante, perché si pensa che non essendo in Europa si possa fare quello che si vuole. La Uefa andrà a valutare poi i conti anche dell'anno senza coppe europee. Se la Fiorentina si riqualificherà una parte dell'anno verrà analizzata. Per cui le operazioni di calciomercato per cui la Viola non ha vincoli, vanno ragionate e valutate stando nei parametri. Per cui vanno fatti investimenti su giocatori che non costano tanto a livello di cartellini o che se costano tanto a livello di cartellini ma che hanno un ingaggio più basso. In uscita invece si dovrà operare su giocatori con età avanzata e contratti più pesanti, così da riportare la linea, e mantenerla, sotto il 70%".
Sull'incidenza dei lavori allo Stadio Franchi e sul Viola Park: "Sicuramente i minori introiti da stadio incidono, perché chiaramente hai una macchina il cui motore ha qualche pistone in meno. Il funzionamento del Viola Park può dare introiti diretti con eventi e attività collaterali, che andrebbero fatti anche nello stadio al di là del giorno partita e servono per coprire i costi di gestioni. Il Viola Park per me però ti dà di più nella valorizzazione dei giovani e nelle plusvalenze. Il Viola Park resta però un asset importante che non rientra nei parametri prima citati ma che vine tenuto di conto dalla Uefa come elemento di solidità della società, per cui l'atteggiamento verso la Fiorentina può essere meno severo".
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