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Viviano: "Cessione Kean, occhio all'autogol. Vi spiego perché Beto sarebbe un buon sostituto"

Viviano: "Cessione Kean, occhio all'autogol. Vi spiego perché Beto sarebbe un buon sostituto"
Oggi alle 13:30Primo Piano
di Pietro Lazzerini

Emiliano Viviano, ex portiere viola e opinionista di Radio FirenzeViola, nella sua trasmissione "Uno di noi", ha risposto a diverse domande sia sul ko di Roma che sul mercato in corso: "Dopo tutto lo sforzo fatto, vendere Kean senza un'alternativa valida sarebbe un autogol clamoroso. E mi risulta che sia l'intenzione della società da tempo. Se rimane siamo tutti felicissimi. Se deve andare perché ci sono situazioni da valutare, tra cui la sua volontà, bene però un minuto dopo va presentato un altro attaccante di livello. Soprattutto perché ti mancano le caratteristiche di Kean. Giocando con Atta, Mastantuono e Pellegrino non avevamo attacco alla profondità nella partita persa contro la Roma". 

Cosa pensa della partita contro la Roma?
"La partita non è stata preparata bene. Ma non solo per il pallino del gioco che puoi lasciare alla squadra avversaria. Poi la Roma non vuole costruire più di tanto e può essere anche un vantaggio non prenderli troppo alti. Il problema è che ci sono stati troppi posizionamenti sbagliati nel corso della partita e un blocco troppo basso. Però vi do un dato: l'anno scorso il Sassuolo è stata la squadra con il recupero poalla più basso dell'intero campionato. Quindi pensare che Grosso possa fare un gioco offensivo o che prediliga la propensione offensiva è un errore. è un allenatore che pensa prima a non prenderle. Risultato si può anche farlo giocando bassi, però bisogna chiarire le aspettative, è questo che cerca Grosso. Recuperare palla e ripartire, ma se hai Atta, Mastantuono e Pellegrino davanti, dove riparti? Poi c'è anche l'avversario, se trovi una Roma forte è un discorso, col Frosinone sarà diverso perché le qualità individuali ti permetteranno di salire di più. Bisogna essere chiari: non abbiamo preso un allenatore che fa un gioco offensivo". 

Le scelte di Grosso?
"Io faccio un ragionamento: quando ho visto la formazione mi sono messo le mani nei capelli. Alla prima partita cerco sempre di non dare giudizi tecnici, perché le prime partite spesso sono un'incognita. Non avrei fatto un'enorme valutazione se fosse stata una roba normale, quello che non è normale però è che ci sono giocatori come Dodo e Fagioli che sono in partenza e che vengono schierati titolari. Kean fuori ci sta che stia fuori per il mercato, però non ha avuto senso vederlo in campo nella ripresa". 

Su Dodo titolare. 
"Ci vuole coereneza. Un ragazzo che non rientra nei piani per tutta l'estate come pensiamo che possa andare in campo? Non capisco la linea seguita contro la Roma. Lui non si aspettava di sicuro di giocare titolare. Io spero sempre di vedere una linea logica che in questo caso non c'è stata. Questa partita mi ha lasciato un sacco di dubbi perché mi pareva tutto chiaro e poi, boom. Tante scelte che non hanno logica. Compreso Atta sulla fascia". 

Kean fuori dai titolari contro la Roma?
"A me piace da morire Pellegrino però è molto più utile a un altro tipo di situazione rispetto alla Roma. Arrivare sulla trequarti e calciare verso l'area, in questo caso è una manna dal cielo. Ma contro una squadra che ti isola, avere Kean dal primo minuto è un vantaggio che ti danno pochi giocatori in Europa. Lui attacca la profondità e ti fa male. Quando non ho visto che era titolare, mi sono fatto un'idea, poi entra a mezzora dalla fine e crolla il castello. È stata una situazione senza senso". 

Perché Oulai fuori? 
"L'idea di base che mi piacerebbe molto sarebbe Fagioli con Atta e Oulai. Però bisogna impostare la squadra anche con altre caratteristiche. Già che voglia uno come Thorstverdt è perché vuole più campo coperto. Allora però Oulai deve giocare davanti alla difesa, anche se non è proprio il suo. E' una mezzala più di gioco che di inserimento, però poi diventano tanti in mediana. A me fa paura il fatto che abbia giocato Brescianini e voglia Thorstvedt. Perché non ha schierato in mezzo Atta o Oulai per schierare Brescianini, non capisco". 

È un problema di preparazione?
"Ogni volta che si perde viene fuori il discorso della preparazione. Ma in realtà quando sei messo meglio in campo, corri meno perché sei schierato nel modo giusto. Non è una questione di atletismo. Poi ci sono quelli che hanno più corsa come Koné ma quello per caratteristiche. Su Pioli, ha avuto problemi sulla preparazione perché prima al Milan ha avuto tanti infortuni e ha cambiato con la Fiorentina. Ma io penso che la questione sia legata a come sei messo in campo. Brescianini e Ndour corrono tanto ma non hanno il passo di Koné, la sua brillantezza. Magari ti fanno 12 chilometri a partita ma con quel passo lì". 

Se parte Kean, chi prenderebbe?
"A me Beto fa cagare, però ha una logica. Fa la guerra con chiunque, fa un macello. Ha più logica di altri nomi perché è più simile a Kean. E' un cavallo pazzo. In Inghilterra fa più fatica ma non qui. Ha più logica anche di un giocatore più forte o che considero più forte. Si scende molto di livello rispetto a Kean, però sarei felice se tu prendi Beto a buone condizioni e poi prendi un esterno forte forte, migliore anche di Poku che è sfumato. Se uno ha un cambio di passo vero, ti porta su la squadra a prescindere dalla punta. Se spendo 15 per la punta e 30 per l'esterno mi va bene anche la cessione a 40 di Kean perché lui a questo punto vuole andare". 

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