Uno scacchista figlio d'arte per la Fiorentina di Grosso: alla scoperta di Kristian Thorsvedt
Il principale obiettivo di mercato della Fiorentina viene da Stavanger, sud-ovest della Norvegia, da un padre che in patria è per certi versi più famoso di lui e da un contesto intellettuale e riflessivo. Per conoscere meglio Kristian Thorstvedt ecco qualche curiosità sul centrocampista classe '99 del Sassuolo.
Il padre e gli scacchi
Thorstvedt, o meglio, Thorstvedt Junior, è un figlio d'arte. Suo padre Erik è stata a suo tempo un'icona, portiere della Nazionale norvegese per quasi 100 gare, dal 1982 al 1996; Erik può essere considerata la prima popstar del calcio norvegese, tanto da essere stato testimonial del videogioco Fifa Soccer 95. A casa Thorstvedt si divoravano partite e scacchi: l'altra grande passione per il numero quarantadue del Sassuolo è quella: "Ho iniziato a giocarci a scuola, anche perché in Norvegia sono tutti pazzi per gli scacchi per via del migliore al mondo, Magnus Carlsen. Poi ci sono tante similitudini tra gli scacchi e il gioco del calcio. Ho visto un video in cui Carsen e Pep Guardiola ne parlavano. A me giocarci rilassa, lo faccio anche prima di scendere in campo" ha confessato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Oltre a questo, il ventisettenne è un grande lettore, appassionato di libri sulla crescita personale (David Goggins il suo autore preferito) e da grande voleva fare…lo psicologo, come Robin Gosens.
Lo shock del cibo
Sempre alla Gazzetta, Kristian da Stavanger ha raccontato anche del primo impatto con la cucina italiana, o meglio dello shock che lui stesso ha procurato, a tavola, ai suoi compagni durante il primo ritiro col Sassuolo: "C'era il buffet, ho preso un po' di pasta, poi ci ho messo sopra il pollo e ho aggiunto il pesto. Tutti gli italiani presenti mi hanno guardato inorriditi. Poi ho scoperto cosa significa per loro, ma in Norvegia è normale mangiare così, mia mamma lo faceva sempre".
Barella e il Milan
Thorstvedt, dopo quattro anni in Italia, ha ben chiari i modelli. Tra i colleghi a cui ispirarsi cita sempre Nicolò Barella. Per lui, ha detto alla Gazzetta, è l'avversario più tosto da affrontare. Nonostante la passione per una delle colonne dell'Inter, il suo cuore batte un po' per il rossonero. Come tanti ragazzi cresciuti a cavallo tra fine anni novanta e inizio 2000 è simpatizzante del Milan, battuto il mese scorso in casa in una delle sue migliori prestazioni stagionali.
Vero vichingo
Cresciuto a un centinaio di chilometri da Oslo, con un padre che è stato per più di un decennio il simbolo del calcio in patria, Thorstvedt è un vero vichingo anche in campo. Lo si è visto nel dicembre 2023, in occasione di un Cagliari-Sassuolo, quando dopo un duro scontro di gioco con Sulemana perse due denti, gli incisivi. Nonostante il sangue e il dolore, Kristian rimase in campo. Un carattere che, unito alle prestazioni, gli è valso la convocazione per il Mondiale: esordio alla mezzanotte di mercoledì 17 giugno contro l'Iraq. Intanto, prima di salpare per gli States, è già entrato in mood vichingo, posando assieme ad Haaland e tutti i suoi compagni su una spiaggia norvegese con copricapi con corna e pellicce.
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