Giorgetti: "Grazie a Vanoli, ma il suo addio era chiaro da due mesi"
Angelo Giorgetti, opinionista di FirenzeViola.it, ha scritto un post sul proprio profilo Facebook sul saluto della Fiorentina a Paolo Vanoli arrivato proprio ieri: "Tutti in coda per ringraziare Vanoli, e ci mancherebbe, l’uomo merita rispetto soprattutto per il coraggio che ha avuto infilandosi in una situazione devastata: il club era smarrito per le condizioni di salute del Presidente e la squadra era alla deriva per una gestione surreale. La società stava perdendo il suo proprietario, lo spogliatoio in una settimana aveva appena affrontato le dimissioni del Ds e il licenziamento dell’allenatore. Come molti sapevano, anche D’Aversa era contattato per sostituire Pioli. Caos completo.
Quindi, coraggioso Vanoli a prendersi tutto sulle spalle.
Poi _ per tagliare corto _ esiste chiaramente un Vanoli pre-Paratici e uno post-Paratici: 5 ko e due pareggi in campionato con il vecchio modulo (sembrava esattamente la Fiorentina di Pioli) e poi il cambio dal 21 dicembre con la difesa a 4, quando Paratici da Londra stava cominciando a mettere mano ai problemi della Fiorentina. Dall’inizio di febbraio, Vanoli ha potuto contare sulla presenza decisiva di un dirigente che lo ha sostenuto in ogni modo di fronte ai giocatori, a dimostrazione che solo l’unione fra due figure così importanti può determinare i risultati. La vittoria a Como è stata la svolta.
Detto questo, Vanoli da almeno due mesi aveva capito che non sarebbe stato confermato. Lo sapevo perfino io _ lo dicevo in radio e lo scrivevo su FV, nonostante in molti sostenessero che Vanoli fosse il favorito per la conferma _ figuriamoci lui: Paratici lo difendeva ovunque, ma aveva già deciso di cambiare. In modo legittimo. Vanoli si manteneva sul crinale vago della speranze, avendo avuto zero indicazioni.
Aggiungo che al posto di Vanoli, me ne sarei andato anche in caso di salvezza e vittoria in Conference League: la missione era stata compiuta, il curriculum si è comunque arricchito, perché rischiare un altro inizio sapendo che ci sarebbero comunque state scorie di una stagione così assurda?
Chiudo su Paratici: dal mio punto di vista è giusto che cominci il suo ciclo con un allenatore in sintonia piena con lui. Uno che abbia voce nel mercato, ma anche lo accetti fidandoci pienamente. Un tecnico che porti idee e stabilisca codici di gioco in campo _ quanto sono mancati _ per dare identità a una squadra dispersa a livello di meccanismi.
Anche io mi unisco ai ringraziamenti per Vanoli e, insisto, mi complimento soprattutto per il coraggio spericolato avuto per accettare la panchina viola, ma era chiaro da almeno due mesi che sarebbe finita così".
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