Il casting per il dopo Grosso: Conte è il sogno, Motta e Tudor le piste più concrete
L’avventura di Fabio Grosso sulla panchina della Fiorentina è già arrivata ai titoli di coda. L’esonero ufficializzato dal club viola, conseguenza di un avvio di campionato disastroso, ha aperto una corsa contro il tempo per individuare il tecnico al quale affidare una squadra profondamente rinnovata dal mercato ma ancora priva di identità, equilibrio e certezze. La società dovrà decidere se puntare su un allenatore capace di intervenire immediatamente oppure affidarsi a un profilo con il quale impostare un progetto di più ampio respiro. Il sogno proibito conduce ad Antonio Conte. Libero dopo aver concluso a maggio la sua esperienza al Napoli, il tecnico salentino rappresenterebbe molto più di un semplice sostituto: il suo arrivo sarebbe una dichiarazione di ambizione e una scossa capace di cambiare immediatamente la percezione del progetto viola. Conte garantisce personalità, organizzazione e risultati, ma pretende garanzie tecniche ed economiche di altissimo livello. Convincerlo significherebbe costruire il futuro della Fiorentina attorno alle sue richieste, mettendo sul tavolo un investimento decisamente fuori scala. Un’operazione complicatissima, dunque, ma il suo nome resta inevitabilmente in cima ai desideri.
Motta e Tudor, le strade più percorribili
La pista maggiormente orientata alla costruzione porta a Thiago Motta. L’ex Bologna è senza squadra dalla conclusione anticipata della sua esperienza alla Juventus e possiede caratteristiche compatibili con una rosa giovane, tecnica e assemblata per proporre un calcio moderno. A Firenze troverebbe diversi giocatori adatti alla sua ricerca del possesso, alle rotazioni continue e all’occupazione razionale degli spazi. Il dubbio riguarda soprattutto i tempi: Motta dovrebbe entrare immediatamente nella testa di un gruppo ferito, senza avere a disposizione la preparazione estiva necessaria per trasmettere idee particolarmente elaborate. Differente, ma altrettanto concreta, è la candidatura di Igor Tudor. Anche il croato è reduce dalla Juventus e porta con sé carattere, intensità e una conoscenza profonda della Serie A. Per caratteristiche sarebbe forse il profilo più indicato per scuotere uno spogliatoio apparso fragile e disorientato. Tudor predilige la difesa a tre, l’aggressività nei duelli e un calcio verticale: principi che richiederebbero qualche adattamento, ma potrebbero restituire rapidamente compattezza e cattiveria agonistica alla squadra. Motta rappresenterebbe la scelta del progetto e del gioco, Tudor quella dell’urto immediato.
Palladino e Vanoli, la tentazione dell’usato sicuro
Nel casting viola trovano inevitabilmente spazio anche due possibili ritorni. Raffaele Palladino conosce già Firenze, il Viola Park e una parte dell’ambiente. Dopo aver lasciato la Fiorentina nell’estate del 2025 ha guidato l’Atalanta, che lo ha esonerato lo scorso giugno. Il suo richiamo avrebbe il vantaggio della familiarità e consentirebbe di ridurre i tempi di ambientamento, ma riaprirebbe anche un capitolo chiuso poco più di un anno fa. Ancora più recente è l’esperienza di Paolo Vanoli, protagonista della difficile salvezza conquistata nella passata stagione prima della separazione decisa a giugno. L’ex tecnico del Torino conosce diversi giocatori, ha già affrontato una crisi viola ben più profonda e saprebbe quali corde toccare per ricompattare l’ambiente. Il suo ritorno costituirebbe probabilmente la soluzione più immediata, anche se finirebbe per assomigliare all’ammissione di un errore nella scelta estiva di puntare su Grosso. Guardando all’estero, l’elenco degli allenatori disponibili offre profili affascinanti come Sergio Conceição, Roberto Martinez e Rudi Garcia. Soluzioni di prestigio, ma più complesse per i costi. La Fiorentina, adesso, non può permettersi tempi lunghi.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 2/07 del 30/01/2007
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
© 2026 firenzeviola.it - Tutti i diritti riservati
