Il passo indietro di Grosso e una scelta arrivata a tarda ora. Per la successione in ballo il ritorno di Vanoli
La decisione, da immaginarsi più che sofferta, è maturata nell'arco delle 24 ore successive al k.o. con il Torino, ed è arrivata in un summit avvenuto dopo il termine della sfida serale tra Juventus e Milan. Per inciso Grosso aveva già dato qualche segnale d'insofferenza proprio mentre la curva fischiava la squadra e gli ribadiva il concetto di “saltare la panchina”, al termine della gara di sabato contro i granata persa 2-1, ma da qui a immaginare un passo indietro ce ne correva eccome. Invece tutto si è concretizzato prima della mezzanotte di domenica, quando la sfida al Venezia già sembrava una delle prime decisive per il futuro del tecnico.
PASSO INDIETRO
Nel day-after, libero per la squadra, il tecnico deve aver maturato la sensazione di essere già arrivato a un punto di non ritorno, tanto da comunicare al club il venir meno di determinate condizioni. Tra queste, per esempio, anche un ambiente già in escadescenza, con la tifoseria chiara nel far presente il proprio pensiero in merito a un esonero. In uno scenario del genere Grosso avrebbe fatto un passo indietro dopo che la Fiorentina, pur senza dichiarazioni ufficiali, aveva avviato la sua difesa. Facendo intendere che nemmeno venivano presi in considerazione cambi o sostituti tanta era la fiducia nel tecnico. Non propriamente dimissioni ma quasi, dunque, anche se di fronte a una scelta del genere la società non ha potuto fare a meno di prenderne atto, accettare, e procedere nel sollevare il tecnico dal proprio incarico.
I SUCCESSORI
Così c'è da credere che quando a tarda ora si è capito che Grosso non avrebbe cambiato idea la Fiorentina abbia cominciato in fretta a sondare il terreno per il suo successore. I nomi chiamano inevitabilmente in causa la figura di Thiago Motta che gode di stima in società, ma ogni ipotesi al momento è prematura fosse solo per l'orario in cui è maturata la svolta in casa viola. Accanto all'ex Bologna e Juventus resistono altri nomi come quello di Tudor o il profilo probabilmente irraggiungibile di Conte, ma non sono da escludere nemmeno le piste dei ritorni più clamorosi, di Palladino ma pure di Vanoli e perchè no anche di Paulo Sousa, anche se quello in arrivo sarà un lunedì campale in attesa di decisioni definitive. Per la Fiorentina che dopo 270 minuti sta già cambiando guida tecnica, ma anche per chi verrà chiamato in sostituzione di Grosso a gestire una situazione che nessuno immaginava si sarebbe potuta evolvere così, e con cotale rapidità.
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