ROSSI, Gioca Ljajic, Della Valle ci è vicino, nessun disimpegno

25.02.2012 13:06 di  Stefano Borgi   vedi letture
ROSSI, Gioca Ljajic, Della Valle ci è vicino, nessun disimpegno
FirenzeViola.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Parla Delio Rossi. Tema principale, la sostituzione di Amauri: "Giocherà un giocatore con caratteristiche spiccatamente offensive, comunque giocherà Ljajic. Cerci? E' un giocatore più caratterizzato, è più un esterno, ci stiamo lavorando. Ma domani penso giocherà Ljajic. Amauri? E' un giocatore che è stato fermo tanto tempo, l'adrenalina è calata... Comunque non è grave, è stata una contrattura. Se si fosse giocato lunedì, probabilmente sarebbe stato con noi. Tra l'altro ha giocato sopra all'infortunio, diciamo che è fuori per precauzione"

Sulla tattica contro la Lazio: "De Silvestri è un terzino destro in una difesa a quattro, e non lo farò giocare terzo a destra in una difesa a tre. Ho Camporese, Felipe, proprio in emergenza potrei usare De Silvestri. In futuro potrei tornare alla difesa a quattro, ma non credo domani".

Sul fallo di Olivera a Bologna: "Non ho visto violenza, ho visto un eccesso di foga. Sono stato calciatore e so che può succedere, certo ha sbagliato, ma tre giornate mi sembrano eccessive. Comunque se l'arbitro ha deciso così avrà avuto le sue buone ragioni".

Sulle parole di Della Valle: "Quello del presidente è stato un intervento duro? Non mi è sembrato... E' stato un intervento di vicinanza della società, e così anche quello di Cognigni. Nessun rimprovero da parte loro, hanno comunque riconosciuto l'impegno".

Sui giocatori che all'improvviso vengono messi in campo (Camporese, Felipe...): "Devono essere pronti, è la loro occasione. Camporese poi ha sempre giocato in primavera, non dovrebbe avere problemi. Se non si fanno trovare alla fermata del treno è un problema loro, io do un occasione a tutti, loro devono essere pronti".

Su Jovetic: "Lui sta cercando di diventare un ingrediente importante della torta, e non rimanere solo una ciliegina. Sopratutto come comportamenti. Considerate che certe pretese le ho con i giocatori più bravi, quindi..."

Su Vargas...ha pianto dopo la partita di Bologna? "Vargas aveva staccato la spina, con me l'ha riattaccata. Vargas è un giocatore importante e sta crescendo. Usando una metafora: io vorrei non dormire quando fo la squadra, voglio avere dei dubbi, vuol dire che tutti i giocatori si stanno impegnando al massimo".

Sulle prospettive della Fiorentina in generale: "Quando ho parlato con i Della Valle ho visto delle persone ambiziose, che vogliono vincere. Non ho la sensazione che vogliano lasciare le cose a metà. Certo ora c'è un momento di transizione, di difficoltà, ma nessun disimpegno".

Se la Lazio è più forte della Fiorentina: "La classifica dice questo, il resto mi interessa poco".

Sulla mancanza di continuità: "Siamo una squadra di alti e bassi, è un trend che dobbiamo cambiare. Anche tra un tempo e l'altro ci sono differenze. Però l'unica soluzione è il lavoro, il gioco. A Bologna abbiamo giocato, ci siamo avvicinati alla porta, così è più facile fare gol. Però non dobbiamo essere fatalisti, dire... "a Bologna abbiamo giocato bene, però ci è andata male, pazienza. prima o poi cambierà..." No, la situazione la devi cambiare tu... Poi ci sono anche gli episodi, come a Bologna per Olivera, poi il fallo su Vargas, il fuorigioco sul gol del Bologna... Adesso ci vanno contro...noi dobbiamo solo lavorare".

Sullo stato d'animo di Rossi: "Sono dispiaciuto, perchè ancora non sono riuscito ad invertire il trend, non sono ancora riuscito a dare soddisfazioni a questa gente. E la gente di Firenze lo merita. Io ci posso mettere solo il lavoro e l'impegna, ma sono dispiaciuto, questo è certo". 

Il rapporto con Lotito: "Spesso non ero daccordo con lui, ha le sue particolarità. Personalmento lo ringrazierò sempre perchè mi ha fatto allenare la Lazio, ma lo rispettavo e per me il presidente ha sempre ragione. E' una scala gerarchica... Succede anche tra allenatore e giocatori: io sono più importrante di loro e nessun giocatore si deve permettere, pubblicamente di criticare l'allenatore. Semmai in separta sede si può fare, tra giocatore ed allenatore non ci deve essere amicizia. Ci vuole rispetto, da emntrambe le parti."

Sull'avventura di Firenze: "Se me l'aspettavo così dura? Si, esattamente così, sennò non sceglievo Firenze".

Sul futuro (sulla scorta delle parole di Della Valle che ha lasciato una speranza per l'Europa): "Siamo dalla parte destra della classifica, ed io devo guardare questo. Poi uno fa bene a pensare positivo, ma in questo momento è sbagliato guardare in alto."