LA PERSEVERANZA DI SINIA
La Fiorentina vista contro la Roma è sembrata finalmente una squadra solida, bella, aggressiva. Il modulo scelto rispecchia le qualità dei giocatori e la squadra risponde al meglio. Tuttavia, come ben sappiamo, in questa stagione non è sempre stato così: i viola hanno passato lunghi mesi di travaglio tattico prima di arrivare al bandolo della matassa. Dal 4-3-3 iniziale fino ad arrivare all'albero di Natale passando anche per un 4-4-2, sono tanti i moduli tattici sperimentati e poi lasciati anche soltanto dopo una o due partite. Cerchiamo di ripercorrere le tappe dell'evoluzione tattica viola:
Ritiro estivo di Cortina: Il 4-3-3 è il modulo scelto nell'epoca del post-Prandelli. I tifosi hanno negli occhi il bel Catania di Mihajlovic dell'anno prima e si aspettano una squadra corta, vivace e aggressiva. Tuttavia, da subito, il tecnico di Vukovar fa un passo indietro: troppi sono i centrocampisti centrali (in estate c'era anche Bolatti) e troppo poche le maglie nei tre di centrocampo. Montolivo, inoltre, non sembra entusiasta del ruolo di interno sinistro.
Settembre, l'inizio difficile: Si passa allora ad un 4-2-3-1 con la doppia coppia di mediani che, almeno in preparazione dovrebbero essere Montolivo e D'Agostino. Già da allora si capisce però che è difficile farli giocare insieme. Intanto inizia il campionato, la squadra non decolla (eufemismo) ed allora, dopo qualche mese, si passa ad un concreto 4-4-2 con la squadra più coperta e più solida. Intanto Montolivo si infortuna, il dolore alla caviglia si fa insopportabile e si deve fermare per due mesi.
L'autunno, la ricerca della solidità: La tentazione del 4-4-2 corrisponde al tentativo di rendere la squadra meno scollata ed è soprattutto dettato dalla paura: in quel periodo i viola navigano in acque agitatissime. E' dicembre, la Fiorentina dopo una partita pazzesca contro il Parma ed esce anche dalla Coppa Italia, c'è grande delusione ma altrettanta speranza perché finisce un 2010 terribile e comincia (almeno si spera) un anno diverso.
L'inizio del nuovo anno, il cambiamento: A Gennaio, grazie all'arrivo di Behrami ed ai recuperi a giocatori di calcio di Vargas e Mutu, Sinisa Mihajlovic decide di tornare al 4-3-3 (che durante la partita si trasforma in albero di Natale e viceversa) ed i risultati lo premiano da subito. L'evoluzione tattica della Fiorentina è oramai evidente. Il tecnico serbo dopo qualche mese di girovagare ha trovato la quadratura del cerchio. La Fiorentina delle ultime partite rassomiglia sempre più al Catania di anno scorso dove, Ricchiuti e Llama ovvero Biagianti, fungevano da incursori mediani. Ed è questa la vera novità che il 2011 viola porta con sé, il centrocampo non è più statico sulla linea mediana ma è fluido con un perno soltanto davanti alla difesa, rappresentato da Donadel prima e da Montolivo poi. Accanto a lui due veri e propri corridori capaci di inserimenti, di recuperi e, cosa più importante, capaci sia di costruire che di rifinire.
Questo è forse ciò che era mancato ai viola nel primo scorcio di campionato: la capacità di collegare l'attacco con la difesa, per questo Gilardino restava inerme, isolato dalla squadra ed in balia dei difensori avversari. I viola già con il Chievo, ed ancora più con la Roma, hanno dimostrato come l'idea di Sinisa Mihajlovic fosse azzeccata: tecnica, velocità ed aggressività al servizio della squadra e del risultato. Ad oggi la squadra viola è indubbiamente in salute, e non grazie soltanto ai giocatori ritrovati ma anche - ne va dato atto - alla perseveranza del tecnico nel continuare a battere sul modulo iniziale che si sa dimostrando, malgrado le diffidenze di alcuni, vincente.
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