IL PERCORSO INVERSO DEI DUE TREQUARTISTI VIOLA

30.11.2017 13:00 di  Dimitri Conti  Twitter:    vedi letture
IL PERCORSO INVERSO DEI DUE TREQUARTISTI VIOLA
© foto di Federico De Luca

Partiamo dal precisare che in realtà i trequartisti puri presenti nella rosa della Fiorentina sono tre: oltre a Riccardo Saponara e Valentin Eysseric sulla carta ci sarebbe anche il giovanissimo fantasista Ianis Hagi, il cui impiego è però rimasto appunto in linea teorica, dato che non lo si è mai visto all'opera. Perciò Hagi sarà tolto dall'analisi tecnica sull'impiego dei trequartisti viola che segue. Il rilevamento principale che balza agli occhi nel raffrontare il rendimento offerto da Eysseric da una parte, e da Saponara da quell'altra, è che i due trequartisti viola stanno affrontando un percorso inversamente proporzionale.

Proviamo a fare un po' di chiarezza. Eysseric, trequartista francese che fa però della duttilità tattica una delle armi in più nel suo bagaglio, è stato rincorso a lungo dai viola nel corso dell'ultima sessione di mercato, ed è arrivato dopo il primo doppio impegno di qualificazione Champions del Nizza, al termine di una lunga trattativa. Proprio la sua capacità di interpretare più ruoli in attacco sembrava la sua arma in più, specie all'interno del 4-2-3-1 inizialmente voluto da Pioli. Invece, dopo un inizio discreto e l'infortunio alla seconda con la Samp, il francese ha faticato nel rientrare in rosa, collezionando al massimo una serie di subentri: il più duraturo quello con il Torino, quando entrò al 19' per sostituire l'acciaccato Thereau. Il bottino è magro: appena 267' spalmati in 8 presenze, con zero gol e zero assist all'attivo.

Saponara fino ad ora ha giocato ancora meno: l'ex fantasista dell'Empoli è entrato in campo in tre occasioni, con il Chievo e nelle ultime due di fila con SPAL e Lazio, totalizzando soltanto 75' effettivi in campo. Però ci sono delle motivazioni ben precise alle spalle: reduce da un lungo e fastidioso infortunio alla caviglia, che l'ha costretto ad esempio a svolgere totalmente a parte il fondamentale lavoro pre-stagione nel ritiro di Moena, ha vissuto anche una fase di ricaduta del dolore, che ne ha rallentato il recupero. Pioli dal canto suo, però, non ha mai smesso di provare a infondergli fiducia e di ribadirne la centralità nel progetto tecnico. E ad oggi, come testimoniano i cambi in corso d'opera di Pioli, sembra aver già scalzato il francese.