CUTRONE, LA BESTIA NERA DELLA SAMP: ORA VUOLE IL RISCATTO

14.02.2020 16:00 di Andrea Giannattasio Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
CUTRONE, LA BESTIA NERA DELLA SAMP: ORA VUOLE IL RISCATTO

La parentesi in viola di Patrick Cutrone, dopo un inizio col botto, sta vivendo adesso una piccola fase di flessione. Normale quando sei reduce da una prima parte di stagione dove hai visto il campo a singhiozzi e ti ritrovi catapultato in una nuova realtà dove vieni all'improvviso dipinto come il salvatore della patria in zona gol. Le cinque partite su sei nelle quali l'ex Wolverhampton è partito titolare - tra Serie A e Coppa - hanno appesantito le gambe dell'attaccante, che è arrivato alla sfida di sabato scorso contro l'Atalanta con un fastidio alla caviglia che lo ha condizionato per tutto il primo tempo e che in vista della delicatissima partita di domenica a Marassi potrebbe anche costargli per la prima volta in campionato il posto da titolare. Ogni decisione spetterà a Beppe Iachini, che nella rifinitura di domani farà le sue scelte, ma al momento Vlahovic sembra partire leggermente in vantaggio rispetto al numero 63.

In casa Samp lo sperano davvero, visto che quando vede i blucerchiati Cutrone si scatena quasi sempre, anche quando davanti a sé ha poco tempo a disposizione da giocarsi. Il Doria infatti è ancora oggi la vittima preferita dell'attaccante viola in Italia, che ai tempi della sua esperienza al Milan ha realizzato tre gol su cinque partite al cospetto dei liguri. Il primo è arrivato in campionato a San Siro nell'ottobre 2018, con Gattuso in panchina, quando in un rocambolesco 3-2 per i rossoneri Patrick segnò pronti-via il gol del vantaggio e poi fornì a Higuain l'assist per il 2-2. Andò invece molto meglio un anno fa, quando nel gennaio 2019 regalò ai suoi compagni la qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia con una doppietta siglata nei supplementari nello spazio di appena 29'. A conti fatti, la media-gol di Cutrone con la Sampdoria racconta di una rete segnata ogni 72'. Un dato incoraggiante dal quale ripartire per riallacciare il feeling con il gol.