CIAO ANDREA, Ti aspettano gli angeli

31.07.2011 20:00 di  Tommaso Loreto   vedi letture
CIAO ANDREA, Ti aspettano gli angeli
FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca

Andrea Pazzagli era una bella persona. Uno sportivo salito sul tetto del mondo, un portiere e un campione in grado di rispondere anche ai tiri di Maradona. Un atleta che fece parte di quel meccanismo perfetto che Sacchi disegnò con il suo Milan. Ma, per chi lo conosceva, Andrea era prima di tutto una bella persona. Persino timida in alcuni momenti, quando magari c'era da tirare fuori la chitarra in diretta, davanti a un microfono o a una telecamera. E sembra ieri che chiedeva se la qualità del suono in radio, o il riff della chitarra in tv, erano stati buoni.

Quando capitava di parlare di pallone, poi, non era mai banale. Nei sui interventi in radio, spesso dedicati proprio ai portieri, c'era sempre l'esperienza diretta del campo, ed era di certo il valore aggiunto. E poi c'era quella musica che, come per tutti coloro che la fanno, raccontava di lui. Talvolta sembrava di risentire venature di De Gregori nel suo modo di cantare e girellare con le corde della chitarra. Quella chitarra con la quale raccontava il calcio, gli spogliatoi, ma anche altro, come fanno i grandi cantautori. E già a sentirlo, che fosse l'inno degli ex viola o una canzone d'amore, veniva da credere che in quegli album che aveva in testa dopo il primo c'era di più che la musica di un semplice esperto di chitarra.

C'era il talento. E se uno come Mogol se n'era accorto, significa che era anche grande quel talento. Lo stesso che aveva in porta. E che oltre tutto lo rendeva cordiale, simpatico e disponibile sempre con tutti. Tra quelle canzoni ce n'era una particolarmente bella e poetica come ad Andrea riusciva scrivere e cantare. "Spero che esistano gli angeli". Titolo anche del suo primo cd. Andrea Pazzagli era davvero una bella persona, e di sicuro da oggi avrà accanto a sè tanti angeli. Ciao Andrea.