GUIDOLIN, Il «martire» di Zamparini ritrova il sorriso

10.12.2007 07:36 di Redazione FV   vedi letture
Fonte: Il Tirreno

Quarta volta in Sicilia, lavorando con Zamparini, uno che prende d’aceto per un allenamento condotto con scarsa concentrazione, figuriamoci per uno svarione domenicale. Si era imposto un primo obiettivo, Francesco Guidolin, ripiombando a Palermo dopo l’esonero di Colantuono: restituire protezione e tranquillità alla difesa, oltraggiata quindici giorni fa dalla Juve, pur composta da giocatori esperti, nazionali, ricercati sul mercato. Un esordio difficile, nel derby col Catania. Un sottile lavoro di persuasione psicologica: Guidolin, nella settimana prima della partita con la Fiorentina, non ha operato col bisturi, preferendo mettere in pratica semplici aggiustamenti. Ecco il doppio mediano, allora, schierato davanti alla difesa.
 Il gran dinamismo di Migliaccio e Guana ha mandato in tilt gli schemi viola: Liverani e Montolivo pressati e aggrediti su ogni zolla del Barbera. Fiorentina privata del suo modulo, delle sue certezze di gioco. Due gol, una strabiliante prestazione collettiva, Palermo re per una notte, rinvigorito il rapporto col pubblico che un altalenante inizio di stagione aveva reso problematico.
 Guidolin, ancora a Palermo. Vi arrivò con un progetto in atto: i rosanero erano in serie B ma la rosa e il tecnico erano ampiamente di serie A. I gol di Toni, la concretezza di Guidolin, uno che mai schiera squadra scombiccherate. Promossi e poi subito in Coppa Uefa, appena arrivati in serie A.
 Rapporto difficile con Zamparini, mangia-allenatori per antonomasia.

Lasciò la squadra a Delneri, emigrando a Monaco, nel Principato, bella casa, il mare ad un passo, un ambiente dorato, senza stress, composto da miliardari. Si stava paradossalmente annoiando Guidolin, in Francia. Zamparini lo richiamò per poi esonerarlo nuovamente. Contratto lungo, la squadra non ingranava, gli allenatori in Sicilia saltavano come tappi di champagne e Zamparini decise ancora di affidarsi a lui. Continui tiri e molla, ancora litigi, incomprensioni. Il presidente scelse Colantuono, preferendo inizialmente pagare a casa Guidolin. Il resto è storia recente: Colantuono che non entra in sintonia con l’ambiente e Zamparini che lo richiama. Solo per non stipendiare un altro tecnico? Sarà il futuro a rivelarlo: per il momento Guidolin sembra essersi ripreso coi fatti il Palermo. Con il talento di Miccoli, Amauri e Cavani, stante le difficoltà della Fiorentina, chissà che il quarto posto e la conseguente qualificazione alla Champions non diventi improvvisa realtà.