CINQUINI, Scioccato da scomparsa Rialti: mi mancherà

07.04.2020 20:40 di Redazione FV Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lady Radio
© foto di Lorenzo Marucci
CINQUINI, Scioccato da scomparsa Rialti: mi mancherà

Oreste Cinquini, ex direttore sportivo viola, ha voluto ricordar il giornalista Sandro Rialti: "Quando ero alla Fiorentina con lui sono stati 5 anni splendidi di collaborazione, la sua scomparsa mi ha scioccato: me lo ricordo sempre sorridente, sono rimasto senza parole di fronte a questa notizia. Mi manca moltissimo e credo che mancherà a veramente tante altre persone".

Un aneddoto su Sandro? Mi ricordo che quando stavo per comprare Rui Costa, Sandro mi tempestava di chiamate: alla fine mi infamò pure perché ebbe la notizia da un’altra fonte diversa dalla mia. Alla fine però eravamo tutti contenti per aver preso un grande giocatore per la Fiorentina”.

Situazione attuale: "Dopo questa emergenza Coronavirus niente sarà come prima, bisogna fare in modo che il calcio riparta, ma probabilmente si sta parlando troppo: non capisco perché non ci si sia messi a sedere a un tavolo per trovare un accordo sulla questione stipendi. Invito tutti ad abbassare i toni, dato che ci saranno dei sconvolgimenti molto grandi: niente, ripeto, sarà come prima”.

Sul futuro: “Dovremo uscire ridimensionati per forza di cose dopo questa situazione: il calciomercato lo sarà di sicuro, ci saranno cifre diverse, sicuramente più basse. Ci sono situazioni esterne al calcio che sono ovviamente al ribasso, penso agli industriali o agli imprenditori in generale, non capisco perché non debba succedere ugualmente nel mondo del calcio. E’ venuto poi il momento di rivoluzionare le formule dei campionati, una riforma che possa far sì che questo calcio possa tornare a vivere: alcune società di B e di C, ad esempio, rischiano veramente di entrare in una crisi nera. Ci dobbiamo preparare a una crisi economica che non ha precedenti dalla seconda guerra mondiale: è il momento di fare sacrifici, il calcio ha dato fin troppi guadagni ad alcune persone, a me in primis”.