Addio a Manninger, il suo agente lo ricorda: "Ripartimmo da Firenze. Percorso bellissimo"
Nei giorni scorsi il mondo del calcio è rimasto scioccato dalla morte di Alexander Manninger. L'ex portiere, transitato anche dalle parti di Firenze vestendo la maglia della Fiorentina, ha perso la vita in un tragico incidente a Salisburgo, dove è stato investito da un treno nei pressi di un passaggio a livello. Qualcosa di tragico, che ha scosso tutti: Tuttosport, per ricordare il compianto estremo difensore, ha intervistato oggi il suo storico agente, Franco Granello: "Sono stato avvisato dalla mia agenzia: non potevo crederci. Ci siamo visti a Torino qualche mese fa: veniva a trovare Chiellini, aveva una grande amicizia con Buffon. Un ragazzo magnifico, un ufo rispetto a tante situazioni viste nel calcio. Puntuale, preciso, maniacale. Forse all’eccesso: magari questo l’ha un po’ frenato nella carriera".
Granello, tra le altre cose, ha parlato anche della scelta che fece Manninger di arrivare alla Fiorentina: "Abbiamo colto l’occasione e siamo partiti da lì, iniziando questo percorso bellissimo. Era difficile non essergli amico: a volte in questo mestiere non paga, ma con lui era impossibile. Perché i tifosi lo ricordano così bene? Perché era così: responsabile. All’epoca di Zaccheroni, in Europa League, contro il Fulham non c’era Buffon e lui aveva avuto un problema alla spalla, per il quale si faceva trattare dal fisioterapista del Bayern Monaco. Avevano provato a chiedergli uno sforzo, tanto l’allenatore quanto la dirigenza, ma aveva rifiutato: non poteva tollerare il fatto di poter creare dei danni alla squadra".
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