Salvezza senza feste e poi grande reset
Nell’ultima di campionato con la Lazio fortuna che c’era Robin, il gentiluomo che toglie ai ricchi (di punti) per dare ai poveri, un leader per la squadra viola molto di più di chi continua a stare con le chiappe posate in tribuna perché ha la bua alla tibia. La voglia è vederne il meno possibile in futuro di giocatori che nei momenti topici per la loro squadra figurino come assenti (anche se giustificati da un problema fisico).
Una volta ottenuta la salvezza, anche da un punto di vista aritmetico, archivieremo la stagione tra i ricordi che non si ha più voglia di rivangare e cercheremo di scordarcela più in fretta possibile, la accoglieremo però sobriamente, senza feste o caroselli poiché la storia gloriosa del club viola sarebbe disonorata da festeggiamenti troppo rumorosi per una salvezza ottenuta dopo così tanti stenti.
E poi via tutti!!
Compreso l’allenatore Vanoli al quale riconosciamo onore al merito di aver fatto ciò per cui è stato ingaggiato al posto di Pioli: rimettere in galleggiamento una nave piena di falle che andava alla deriva. Detto ciò, come diceva il buon Mario Ciuffi, medaglina e arrivederci, poiché dopo un’annata come questa la rifondazione deve partire da un grande progetto tecnico che venga in primis dall’allenatore e non da un uomo, con dei meriti (lo ripetiamo), ma che convince a metà al massimo una metà dell’ambiente, robina tiepida, nessuna farfalla nello stomaco
E comunque anche questa storia del grande merito per aver preso una squadra morta ed averla riportata in vita regge poco, la narrazione infatti vorrebbe che Vanoli abbia raccolto un gattino bagnato sotto la pioggia, se lo sia portato a casa e l’abbia resuscitato (come la commovente reclame della pasta Barilla negli anni ‘80) e non che sia subentrato su una panchina di un club con una famiglia proprietaria, oggi rappresentata da Joseph Commisso (un neofita di calcio non per sua colpa ma di chi non gli ha fatto fare esperienza in società in questi anni come buonsenso avrebbe suggerito). Un club con una dirigenza che in buona parte è ancora in carica, Ferrari e Goretti, dove erano tutti questi signori mentre Pradè e Pioli combinavano i loro disastri? Ciò per dire che un grande reset è quello di cui si sente il bisogno, anzi l’urgenza, non del solito casting che incolpa questo e salva quello.
Un azzeramento a partire dalla proprietà del club la quale continua imperterrita a smentire di voler cedere, ma non spiega altrettanto perviucacemente per quali ragioni, con quali obiettivi e animata da quali passioni voglia tenersi la Fiorentina. Rocco Commisso, quando arrivò a Firenze, spiegò bene il proprio rapporto col calcio, uno sport che lo aveva formato al suo arrivo in America, Rocco Commisso aveva col calcio e con l’Italia una connessione sincera e sensata e, anche tralasciando che negli anni della sua presidenza ha in gran parte disatteso i sogni iniziali e le attese suscitate, il binomio Rocco Commisso Fiorentina ha avuto un’identità precisa, un orientamento chiaro, ma suo figlio Joseph e la vedova Chaterine? Hanno solo ereditato un asset da un loro congiunto e per ora non hanno spiegato per via di quali progetti non se ne liberano. Ecco perché l’unica strada che abbia un senso è oggi il grande reset, una tabula rasa a partire dalla testa del club, poi allenatore, dirigenti, e (nei limiti possibili) calciatori.
E la gara di ritorno di Conference col Crystal Palace non può cambiare nulla di tale giudizio (come ha riconosciuto anche Vanoli in conferenza stampa), ma non perché ribaltare il risultato dell’andata acciuffando il passaggio del turno sia di fatto proibitivo, si sa che il grande condottiero Napoleone Bonaparte sosteneva come la parola impossibile esista solo nel vocabolario degli stolti. E continuando: il cantautore Fabrizio De Andrè cantava che dai diamanti non nasce niente e dal letame nascono i fiori, anche se è improbabile che l’artista genovese avesse in mente un 3 a 0 da ribaltare quando vergò questo verso.
Infine, attendendo belle sorprese dalla sfida col Crystal, vedere il grande repulisti generale di fine stagione potrebbe essere l’unica soddisfazione per i tifosi viola al termine di un’annata tanto grama di gioie.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 2/07 del 30/01/2007
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