J. BERRETTINI A FV, Che emozioni Matteo e la Viola

13.07.2021 19:58 di Giacomo A. Galassi Twitter:    vedi letture
J. BERRETTINI A FV, Che emozioni Matteo e la Viola

Dall'Artemio Franchi a Wimbledon il passo è breve, soprattutto passando da Roma. Così la famiglia Berrettini - nata e cresciuta nella Capitale nelle ultime due generazioni - condivide la passione per la Fiorentina, tramandata da bisnonno e nonno. "L'abbiamo sempre seguita molto. Prima riuscivamo anche a venire di più allo stadio, adesso tra gli impegni e Covid un po' meno. Ma io prima che chiudesse tutto ero riuscito a venire al Franchi tre volte. È una cosa che ci piace molto fare e ci sono stati bei momenti nel passato recente". A raccontarlo in esclusiva a FirenzeViola.it è Jacopo Berrettini, fratello di Matteo che a Wimbledon ha scritto una pagina della storia del tennis.

Com'è stata la cavalcata sul prato londinese di Matteo?
"Noi l'abbiamo raggiunto venerdì per le semifinali e purtroppo l'abbiamo vissuto poco perché essendoci la bolla i giocatori devono stare divisi rispetto all'esterno. Però è stato molto bello esserci e vedere dal vivo la partita. Da quel posto lì poi, è tutto più magico".

Poi si è trovato anche catapultato in mezzo alla festa della Nazionale…
"Ieri è finito in maniera casuale sul pullman. Non era programmato, ma dopo l'incontro con Draghi la Nazionale gli ha detto: 'Vieni con noi'. E lui si è lanciato. C'era una quantità di gente incredibile, ma devo dire che anche incontrare Draghi e Mattarella non è proprio una cosa che succede tutti i giorni".

Passando invece alla passione di famiglia per la Fiorentina, come nasce?
"Nella nostra famiglia si tifa Fiorentina dai tempi dei bisnonni che erano proprio di Firenze. Così mio nonno che ha dovuto lasciare Firenze per lavoro ha passato la passione per la Fiorentina a mio padre, e lui a noi: la squadra viola è di famiglia".

Quali ricordi le vengono in mente?
"La prima partita penso di averla vista a Roma con la Lazio. Poi io sono anche venuto a Firenze per vedere Fiorentina-Liverpool, una partita non male. Tutti e tre insieme siamo riusciti a venire solo poche volte purtroppo, ma solo per una questione di impegni: incastrarli tutti è sempre stato difficile".

Avete avuto un occhio di riguardo per qualche giocatore in particolare in famiglia?
"Per mio padre è semplice: ha sempre avuto come idolo Batistuta. Io invece ero piccolo e non me lo ricordo, quindi dico Jovetic".

Ora che riapriranno gli stadi allora vi aspettiamo al Franchi.
"Per Matteo non sarà semplice, ma già prima del Covid ci stavamo organizzando per farlo. Aveva parlato anche con Rocco Commisso dopo la semifinale agli US Open, poi hanno chiuso tutto e non c'è stato modo. Ma ci rifaremo".