GEROLIN A FV, PRANDELLI DT? CONTINUI A FARE L'ALLENATORE, A OGNUNO IL SUO. SARRI...

23.02.2021 10:30 di Riccardo Barlacchi Twitter:    Vedi letture
GEROLIN A FV, PRANDELLI DT? CONTINUI A FARE L'ALLENATORE, A OGNUNO IL SUO. SARRI...
FirenzeViola.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Manuel Gerolin ha lavorato all'Udinese in qualità di direttore sportivo e noi di FirenzeViola.it lo abbiamo intercettato in esclusiva per parlare di Fiorentina sotto vari aspetti: dal fattore campo, alla società. Ecco cosa ci ha raccontato:

Direttore, alla luce delle scorse gare, chi vede favorita tra Udinese e Fiorentina?
“L’Udinese è una squadra difficile da affrontare. La Fiorentina dovrà prenderla con le pinze. Non vedo una favorita, è una gara aperta a tutto. La forza della Fiorentina la conosciamo, anche se non sta facendo un campionato esaltante. Senza pubblico, una gara così, non ha previsioni”.

In casa Fiorentina si parla tanto di programmazione, quali devono essere i primi passi?
“Deve finire il campionato, poi verrà fatta una valutazione sulla rosa e sui giocatori da mantenere. La Fiorentina ha dei giovani forti e dei dirigenti che possono aver capito in un anno quali sono le carenze della rosa su cui intervenire. Da fuori è dura giudicare, ma penso serva un terzino destro. La difesa va rivista”.

La valutazione dovrà essere fatta anche sulla dirigenza?
“Pradè è un uomo esperto, è logico che come vengono valutati gli allenatori tramite i risultati, lo stesso discorso vale per i dirigenti. Se non arrivano i risultati la società non è contenta. È successo con me a Udine e a molti altri”.

Capitolo Sarri: di cosa deve dotarsi la Fiorentina per portare in panchina un allenatore simile?
“Di un rafforzamento della squadra. Ma prima che una persona come Sarri, che in questi anni è cresciuto tantissimo diventando un tecnico di altissimo livello, vorrà dettare le sue condizioni. fare un contratto a Sarri significa dargli delle garanzie.

E cosa ne pensa di un eventuale ruolo di Prandelli in società?
“Prandelli ha sempre fatto l’allenatore e deve continuare ad operare nel suo settore. Può essere un direttore, ma nell’area in cui ha lavorato. Nel calcio, oggi, tutti si vogliono inventar qualcosa, ma penso ognuno debba proseguire sulla propria strada. Altrimenti sarebbe come se un dirigente chiunque si mettesse a fare l’allenatore. Può essere utile, ma nel suo campo”.