CAGNI A FV, LE VOCI SU PIOLI HANNO FATTO MALE ALLA SQUADRA. CON L’ATALANTA...

04.04.2019 16:00 di Alessio Del Lungo  articolo letto 3401 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
CAGNI A FV, LE VOCI SU PIOLI HANNO FATTO MALE ALLA SQUADRA. CON L’ATALANTA...

Dopo il 2-2 di ieri sera tra Roma e Fiorentina la squadra di Stefano Pioli è arrivata al 15° pareggio del suo campionato. Il settimo posto che qualificherebbe ai preliminari di Europa League è cosi distante 9 punti a 8 giornate dal termine ed è difficilmente ipotizzabile un sorpasso proprio sui giallorossi che in questo momento occupano l'ultimo posto utile per entrare nell'Europa meno nobile. FirenzeViola.it per capire come concludere al meglio la stagione ha contattato, in esclusiva, Gigi Cagni, ex allenatore tra le altre di Sampdoria, Empoli e Parma.

Signor Cagni come si spiegano così tanti pareggi all'interno dello stesso campionato?
"È una questione di mentalità. I viola non riescono ad essere sempre al massimo della concentrazione e della cattiveria. La Fiorentina è una squadra molto forte fisicamente e tecnicamente, ma manca di continuità nella prestazione e non si può acquisirla in breve tempo".

La Fiorentina in ben 9 occasioni su 12 pareggi con gol era passata in vantaggio salvo poi farsi rimontare. Crede che sia un problema anche caratteriale?
"Me ne sono accorto anche io di questa statistica. Il problema nel calcio di oggi è che gli allenatori sono in una situazione difficilissima. La mia opinione personale è che se la mia squadra passa in vantaggio devo cambiare un po' il mio atteggiamento in campo rendendolo più difensivo, ma se faccio questo vengo criticato. Non si possono avere le cose tutte insieme: fare risultato giocando sempre bene è impossibile. Siamo in un ambiente dove si critica la Juventus perché gioca male e si esaltano squadre come il Napoli di Sarri che non hanno mai vinto niente. L'esempio da seguire è l'Atalanta nel modo di interpretare le partite. Si parla poco di Gasperini che è un grande allenatore anche se la gente lo critica perché marca a uomo a tutto campo o cose simili".

Come gestirebbe, se fosse lei l'allenatore, Federico Chiesa in queste ultime partite?
"Stiamo parlando di un ragazzo di 22 anni. A quell'età i calciatori più giocano e meglio stanno. Ieri sera ha fatto 30 minuti, lo stanno portando alla condizione migliore. C'è tempo per averlo al top il 25 aprile".

Come affronterebbe l'Atalanta nella semifinale di ritorno di Coppa Italia?
"Il campo ha già detto tutto a questo punto della stagione. Le squadre che faranno risultato dovranno trovare una condizione psicofisica ottimale, in particolar modo con l'Atalanta dove devi essere al 100% altrimenti rischi di fare una brutta figura. La Fiorentina può comunque fare qualsiasi risultato perché ne ha le potenzialità, anche se il 3-3 di partenza è un vantaggio per i nerazzurri".

Come commenta le voci su un possibile addio di Pioli a fine stagione?
"È la cosa peggiore che ci possa essere per un allenatore. Pioli sa già delle possibilità che ha di poter rimanere o meno sulla panchina della Fiorentina, non è tanto un problema per lui, ma per i giocatori che non riconoscono più in lui la stessa credibilità nello spogliatoio. La gestione della squadra diventa quindi difficoltosa. Ripeto: chi mette in giro queste voci vuole il male della Fiorentina".

Pensa che l'utilizzo di alcuni giovani come Montiel e Vlahovic possa essere una soluzione in questo finale di stagione per farli crescere?
"I giovani vanno schierati nelle squadre, ma nei tempi giusti. In Italia se un ragazzo fa una partita bella è un fenomeno, se ne sbaglia 10 è scarso. Ci vogliono tempi e modi per giudicarli e questo vale anche per due buoni prospetti come Montiel e Vlahovic".