Fiorentina, match point per la salvezza, anche se ne mancano tanti come sempre. C’è Sarri, forse stavolta viene davvero… Per il finale di stagione spazio ai giovani
La corsa al rallentatore in fondo alla classifica continua a manifestarsi turno dopo turno. Pisa e Verona, ormai praticamente spacciate, hanno perso ancora. Cosi come le terz’ultime, Cremonese e Lecce. Per la Fiorentina - se avrà voglia e forza - stasera con la Lazio ci sarà la possibilità di cominciare a chiudere il fascicolo salvezza: in caso di vittoria contro la Lazio, i viola salirebbero a più 8 punti sulla zona calda a 6 giornate dal termine. Un vantaggio più che considerevole. Certo, contro i biancocelesti potrebbe essere utile anche un pareggio, ma l’occasione di allargare la distanza da Lecce e Cremonese, è troppo ghiotta.
Tutti discorsi teorici perché dobbiamo sempre tenere presente di chi stiamo parlando: la Fiorentina resta inaffidabile per eccellenza, il suo cammino in questa stagione orribile, è la cartina tornasole. Nessun pronostico è autorizzato, nessuna previsione può essere azzardata. Poi abbiamo negli occhi le non prestazioni di Verona e Londra, anche se al Bentegodi la Fiorentina è riuscita a vincere. Ma il calcio espresso non autorizza a far decollare la fantasia.
Capiremo anche come si presenterà la Lazio al Franchi. Gli uomini di Sarri stanno concludendo un campionato difficilissimo, giocato in condizioni estreme prima per il mercato bloccato e poi per la feroce contestazione nei confronti del presidente Lotito che ha reso l’Olimpico una scatola vuota. In un contesto del genere il nono posto della Lazio, sostenuto su 44 punti raccolti, risulta un miracolo.
Gli stimoli rimasti sono tutti o quasi orientati alla conquista della finale di Coppa Italia: il 22 aprile la Lazio dopo il 2-2 di Roma giocherà la semifinale di ritorno a Bergamo. La sensazione è che la concentrazione sia rivolta soprattutto a quell’appuntamento. Ma fatte salve le considerazioni appena dette sulla Fiorentina, non ci si può fidare. Perché la maggior avversaria della Fiorentina rimane lei medesima…
Per Vanoli ci sarà come sempre una lunga lista di assenti. Intanto Fagioli, il migliore dall’inizio 2026, e Gudmundsson (lui meno) fermati dal giudice sportivo. Poi l’ennesimo dilemma dell’infermeria. Tema caldo ormai a Firenze, trattato dal molti organi di informazione in questi ultimi giorni e non solo: anche tanti tifosi sono perplessi di fronte ad una gestione degli infortunati schizofrenica. Ieri erano a parte ancora Kean e Parisi, quindi siamo alle solite. Il centravanti pareva che non fosse in grado in questo periodo di giocare due partite consecutivamente, ma forse ne salterà altrettante di seguito. Il problema alla tibia pare insolubile, quantomeno per questa annata. Parisi con l’Inter, era quasi la fine di marzo, ha preso una botta. Forse è stata una cannonata… stante la sua perdurante assenza. Una speranza inguaribile? Di vederli entrambi in campo stasera, ma qualcuno prima o poi dovrà fare chiarezza su questa situazione grottesca. Ci sarebbe anche Solomon, dato sulla strada del ritorno dopo un paio di mesi, ma è tutto da stabilire che il giorno giusto sia oggi. Ricapitolando: potrebbero giocare i dieci di Londra, con l’unico inserimento di Fazzini per Gudmundsson. Davanti alla difesa, a fare il vice-Fagioli, dovrebbe finire Ndour.
Sarri sbucherà dalla scalette sotto il cantiere della Fiesole e la sua testa sarà un alveare di pensieri. Il Franchi, che ai suoi tempi di giovane tifoso viola si chiamava Comunale, gli fa sempre un certo effetto. La nonna stava in Piazza Alberti e Antognoni, con le sue pennellate in campo, lo faceva sognare. La sincerità di Sarri rispetto all’amore per la Fiorentina e alla voglia di allenarla, è stata a tratti disarmante, tanto si è dimostrata vera. Ma la panchina non gliel’hanno data per ragioni incomprensibili ai più. Però vedendo quale sia stata l’idea di calcio esternata da questo club negli ultimi 7 anni forse le cose, a pensarci bene, sono molto più chiare. Di errori ne sono stati prodotti in serie e quello che poteva essere non è stato. L’unica cosa che è stata costruita è stata un’infrastruttura, il celeberrimo Viola Park. Ma sul piano tecnico-sportivo purtroppo non si può dire altrettanto.
E’ stata persa una formidabile chance e la stagione che volge al termine ne è la rappresentazione plastica. Vanoli, lo abbiamo già scritto, in campionato ha fatto un ottimo lavoro, ma tutto lascia immaginare che in modo consensuale le parti si lasceranno tra poche settimane. Il nome di Sarri torna prepotentemente in ballo anche se con Paratici a Torino il rapporto non si era concluso bene dopo che proprio il diesse piacentino aveva smosso le montagne bianconere per portarlo alla Juventus. Ci sarebbe da capire se i due protagonisti in questi anni si siano riavvicinati, quantomeno chiariti. Il calcio, si sa, è il terreno dove anche i grandi litigi possono essere ricomposti in pochi minuti se a far da collante c’è un reciproco interesse. Sarri farebbe felice se stesso e gran parte dei tifosi viola. Non esattamente un dettaglio.
Aspettiamo tutti la fine di maggio come una liberazione. Siamo stanchi dello spettacolo offerto dai viola, ma se davvero la Fiorentina raccogliesse punti importanti stasera e lunedì prossimo a Lecce, le ultime cinque giornate potrebbe essere dedicate ai giovani. Vanoli potrebbe concedere loro un po’ di spazio. Non sarebbe solo un’operazione simpatia, ma servirebbe a Paratici e ai propri collaboratori per testare qualche ragazzo, in vista della costruzione della nuova squadra e del mercato. Prima però la Lazio. E poi giovedì ci sarebbe il ritorno col Crystal Palace, ma è meglio non pensarci…
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