Nuove mosse di mercato dopo la spesa record: si sono accorciati i tempi per vincere. Paratici è già attivo e pensa a due colpi. Ora serve coraggio in campo (e Vanoli ha confermato l’idea del doppio play)

Nuove mosse di mercato dopo la spesa record: si sono accorciati i tempi per vincere. Paratici è già attivo e pensa a due colpi. Ora serve coraggio in campo (e Vanoli ha confermato l’idea del doppio play)FirenzeViola.it
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Angelo Giorgetti

Un pacco astronomico di soldi spedito sul pianeta Mercato, più di duecento milioni spesi in un anno, il record di prestiti in serie A (7) che potrebbero essere riscattati con poco meno di un centino, un allenatore emergente cambiato dopo tre giornate e un aggiustatore richiamato per raddrizzare la baracca: Paratici aveva ipotizzato un progetto medio-lungo, ma considerati gli investimenti cerco di spiegare perché i tempi si sono accorciati. Parecchio.

E il record di prestiti di valore - a cominciare da quello chic di Mastantuono - ricorda che la valorizzazione dei giovani dovrà passare in fretta dai risultati, perché poi a fine stagione tutto sarà rimesso in gioco. E l’ossatura variabile è uno dei problemi principali, quando si vuole costruire un ciclo.

Nel frattempo proprio Paratici sta già pensando al mercato di gennaio. Rifiniture? Manca il sesto centrocampista, vedremo poi se Pongracic lascerà il posto a qualcun altro, tipo Tiago Gabriel, e se sulla fascia sinistra il recupero di Parisi non darà garanzie per trovare un’alternativa vera a Valdepenas. Sta risvolazzando il nome di Ruggeri, inseguito la scorsa estate, che nell’Aston Villa nelle ultime 4 è partito dalla panchina (due volte c’è proprio rimasto). Vedremo.

Se il calcio ormai concede poco margine, la Fiorentina è infatti nelle condizioni di far fruttare prima possibile il bendidio messo a disposizione dalla proprietà. Una specie di tempesta perfetta, pioverà adrenalina e lo vedremo già a Marassi fra pochi giorni.

Occhio ai conti

Servono risultati per due motivi: l’impalcatura degli investimenti richiederà rientri economici, perché anche volendo i Commisso non potranno mantenere a livelli così hard l’impegno finanziario in assenza di un equilibrio virtuoso uscite/entrate (ci auguriamo che prima o poi la Fiorentina torni nelle Coppe e allora i controlli Uefa sarebbero severi: ricordo che c’è giù stata una multa da 6 milioni). Il secondo motivo è che la qualità è stata alzata tantissimo e insieme a lei anche le aspettative, non solo dei tifosi ma anche dei giocatori che hanno aderito a questo progetto. Dunque molta abilità servirà a Vanoli per coniugare le potenzialità della rosa con l’atteggiamento e soprattutto le vittorie sul campo.

Viva la pax che altrove non c’è

Quando parlo di ‘mancanza di tempo’ non mi riferisco certo all’ambiente. Qui a Firenze c’è una solida pax tra tifo organizzato e proprietà, la quale nel corso degli anni ha avuto l’accortezza di avere sempre parole di grande riguardo nei confronti del ‘popolo viola’, una strategia esattamente opposta rispetto ad alcune scelte fatte dalle dirigenze precedenti. E non siamo a Napoli - De Laurentiis contestato anche se, fra l’altro, ha vinto due scudetti negli ultimi 4 anni - né a Roma, dove i Friedkin vengono continuamente insultati e definiti la peggior proprietà dalla Curva giallorossa. Lascio perdere Lotito, che ha la Lazio prima in classifica, lo stadio mezzo vuoto e praticamente zero abbonamenti fatti dalla Curva. Qui a Firenze l’aria è diversa e lo dico anche a tutti quelli che accusano i media di creare un ‘clima tossico’: si guardassero un poco in giro.

Equilibrio, ma anche coraggio 

Ora l’ha detto anche Vanoli a Sky, il doppio play sarà la strada futura della Fiorentina. Sabato riprenderà il cammino viola, chissà cos’avrà lasciato questa lunga sosta nella testa. Nelle gambe si può supporre - gli allenamenti tosti di Vanoli, gli impegni per gli otto nazionali - ma sarà interessante soprattutto capire il valore mentale dell’impatto a Marassi.

Nel frattempo, proprio per colpa degli impegni in Nazionale non sono stati possibili i lavori in corso sulla coppia Fagioli-Oulai. Doppio play o doppio pivot, vedremo. C’è molto da lavorare, il centrocampo a due (e mezzo) è impegnativo assai. Quanto sarebbe bello avere in questa impalcatura coppie assortite come Valverde-Tchouameni, Mac Allister-Szoboszlai, Lewis-Skelly-Rice, Kimmich-Pavlovic, Vitinha-Joao Neves, oppure Da Cunha-Perrone. Vanoli dovrà lavorare con quel che ha, mica poco però. Insisto: ci vorrà coraggio. E molta abilità per aggiungere alla coppia il terzo centrocampista ibrido, Atta o Goncalves, chiamando al lavoro in copertura anche gli esterni di attacco. Paolone dovrà usare il bilancino per dosare tutto bene.