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Un bacio al palo, alla Nazionale e agli haters: Fagioli riparte alla sua maniera

Un bacio al palo, alla Nazionale e agli haters: Fagioli riparte alla sua manieraFirenzeViola.it
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Oggi alle 11:00Copertina
di Ludovico Mauro

La risposta migliore che potesse dare all’Italia intera. Nicolò Fagioli, pochi giorni dopo l’estromissione della Nazionale dai prossimi Mondiali, ha controbattuto a tutti coloro che nelle ultime ore gli avevano dato contro. Dall’ex ct Gattuso, che l’ha lasciato fuori nonostante meritasse una chiamata, a chi invece voleva (e vorrebbe tuttora) lui e altri giocatori macchiati in passato di episodi extra-sportivi, fuori perennemente dalle convocazioni azzurre.

Un bacio al palo e agli haters
Il gol-vittoria a Verona rappresenta tutto questo, ma è la prestazione a tutto tondo che continua a convincere. Sempre nel vivo del gioco, sempre a testa alta e pronto a chiamare il pallone, anche quando è marcato. Il classe 2001, al Bentegodi, non ha fatto altro che continuare ciò che aveva iniziato a dicembre: giocare bene a calcio. Perché lo sa fare, quando è sereno gli riesce come pochi e le qualità tecniche sono sotto gli occhi di tutti. Ieri ci ha aggiunto anche un po’ di sana cattiveria, vedi un paio di interventi in scivolata a sradicare il pallone agli avversari, prima di mettere il punto esclamativo alla sua maniera. Con classe, un bacio al palo e a chi lo continua a screditare.

Lo schiaffo molare all'Italia
Quello stesso bacio che vorrebbe tornare a dare alla maglia della Nazionale. Il tema è rimbalzato più che mai in questi quindici giorni, partiti con l’esclusione di Gattuso dai convocati per il playoff decisivo, poi steccato dall’Italia. "Fagioli rientra nella cerchia di giocatori che meritavano la chiamata", aveva spiegato l’ex commissario tecnico a inizio stage, prima di affermare che la politica scelta dal suo staff sarebbe stata quella di continuare col gruppo portato avanti finora. È vero che parlare dopo è facile, ma a conti fatti, questo Fagioli alla Nazionale avrebbe fatto comodo eccome. Soprattutto per mancanza di veri e propri registi - Locatelli e Cristante, al di là delle qualità, non lo sono affatto -. Una delusione ormai alle spalle, buttata giù dal play maker della Fiorentina semplicemente alla sua maniera: giocando a pallone. E guardando al futuro con un po’ più di spensieratezza.