Dagli inviati

Gattuso verso il playoff: "Fagioli e altri meritavano la chiamata. Ma ho puntato sul gruppo"

Gattuso verso il playoff: "Fagioli e altri meritavano la chiamata. Ma ho puntato sul gruppo"
Oggi alle 14:14Primo Piano
di Ludovico Mauro
fonte dal nostro inviato a Coverciano

Inizia la missione Mondiale. L'Italia di Gennaro Gattuso avvia oggi la sua settimana decisiva, quella che porterà alla semifinale playoff contro l'Irlanda del Nord, in programma giovedì sera a Bergamo (la vincente affronterà poi, in trasferta, una tra Bosnia Erzegovina e Galles nella finalissima per qualificarsi alla Coppa del Mondo). A dare il via al ritiro azzurro è stato proprio il commissario tecnico, intervenuto in conferenza stampa da Coverciano: "Spero con tutto il cuore di riuscire a raggiungere l'obiettivo, perché questo gruppo si merita una gioia. Ci sono tanti giocatori che avrebbero meritato la convocazione, come Zaniolo, Bernardeschi, Fagioli, Orsolini e altri ancora. Ma volevo puntare sul gruppo costruito in questi mesi. Non abbiamo fatto tutte queste cene durante l'anno per parlare di calcio con la lavagna, ma per cementare lo spogliatoio. Dobbiamo tenere botta ed essere squadra".

Come arrivate alla sfida di giovedì?
"Nessun alibi, se non è stato fatto ciò che dovevamo fare vuol dire che non c'era spazio. Noi dobbiamo pensare solo alla gara di giovedì, gli infortuni li hanno anche gli altri. Dobbiamo scegliere i giocatori che stanno meglio e giocare al meglio. Io e il mio staff abbiamo lavorato tanto e fatto tutto ciò che dovevamo, ora sta a noi. Testa alla partita di giovedì e non bisogna pensare ad altro, nemmeno a ciò che abbiamo vinto a passato. Testa solo alla partita di giovedì".

Come sta Bastoni?
"Sapete tutti il problema che ha avuto. Da ieri mattina è a Coverciano, sta facendo le cure. Deve lavorare e curarsi bene, speriamo di averlo a disposizione. Lo ringraziamo per la grande disponibilità mostrata".

Come stanno gli interisti dopo la gara di ieri al Franchi?
"Dimarco ha dei numeri incredibili, Barella gioca ad altissimi livelli da anni e la gente si aspetta tanto da lui. Lo sento tutti i giorni, è consapevole della sua qualità e sa che viene massacrato quando gioca al di sotto. Mi aspetto molto da lui".

Come sta Scamacca? E Tonali?
"Scamacca ha un problema all'adduttore, lo valutiamo giorno dopo giorno. Bastoni uguale. Tonali oggi farà un lavoro a basso carico e domani speriamo di averlo a disposizione. Per Mancini è un affaticamento, nessun problema. Calafiori ieri ha sentito un dolorino ma pensiamo di riaverlo. Chiesa ieri s'è presentato alla convocazione, aveva piccoli problemi fisici e abbiamo deciso di non farlo rimanere. Dobbiamo arrivare a questa partita con grande voglia, dobbiamo essere lucidi e annusare il pericolo. In questo momento il nostro difetto è che a volte facciamo fatica ad annusare il pericolo. Rispetto per l'avversario, corrono tantissimo. A livello qualitativo non è una grande squadra ma hanno cuore e sui piazzati fanno paura".

L'incoscienza dei giovani può essere un fattore? Il riferimento è a Pio Esposito e a Palestra...
"Se uno è forte è forte, poi è normale che bisogna anche valutare il tipo di partita. Per me è importante chi parte dall'inizio e chi entra dalla panchina".

Tornate a Bergamo...
"Lo stadio l'ho scelto io, ero lì per la mia prima partita da CT e hanno creato un grande clima anche quando all'intervallo eravamo sullo 0-0. Speriamo di creare un catino e di non aver toppato".

Come arrivi a questa gara?
"Mi sono allenato, non ci nego che in questi mesi ho lavorato per arrivare in queste condizioni qui. E' innegabile che la tensione c'è, però dobbiamo essere bravi a trasmettere grande positività. L'obiettivo è giovedì, il passato è passato. Abbiamo una grande occasione, speriamo di raggiungerla. Noi su 300 gare disputate in Serie A ne abbiamo viste 259, 15 di Coppa Italia, tre di Supercoppa e tutte quelle viste all'estero. E' stato un lavoro faticoso, ma divertente. Siamo stati sempre presenti e grazie anche alla Federazione che ci ha permesso di visionare 380 gare dal vivo". 

Cosa possiamo imparare dagli altri sport italiani che ci stanno dando grandi soddisfazioni?
"Io quando l'Italia vince sono sempre orgoglioso. Da parte mia non c'è gelosia, ma orgoglio e ammirazione. Sono cicli". 

In Serie A si segna poco, mentre in Nazionale i centravanti si segna di più
"Dipende da come si gioca in Italia, in Serie A si difende diversamente. All'estero si vede qualcosa di diverso rispetto al nostro campionato". 

Come ha ritrovato Locatelli?
"Sta facendo molto bene, lui personalmente ma anche la Juventus. Spalletti sta facendo un grandissimo lavoro. Locatelli è cresciuto, sta giocando con grandi qualità fisiche e tecniche, poi sbagliare un rigore ci sta. Sono contento, è un giocatore che s'è ritrovato e ha molta fiducia. Può darci una grandissima mano". 

Perché Chiesa a differenza di altri è andato via?
"Perché non sono tutti uguali. Le teste dei giocatori non sono tutti uguali. Quando sento che ha dei problemi, che è titubante, devo fare delle scelte. Non se la sentiva ed è tornato a casa e io devo accettarlo. Nella vita aldilà di una partita i rapporti sono importanti, da quando faccio questo mestiere non avendo grande conoscenza a livello medico dopo un po' non puoi insistere. Non insisto, faccio capire, ma quando uno decide di voler tornare a casa è giusto che torni a casa".