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In Romania è polemica tra Dragusin e Hagi: il Ct lo lascia fuori e prende 4 gol mentre l'agente polemizza. E Vanoli spera di riabbracciarlo presto

In Romania è polemica tra Dragusin e Hagi: il Ct lo lascia fuori e prende 4 gol mentre l'agente polemizza. E Vanoli spera di riabbracciarlo prestoFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 16:30Copertina
di Alessandro Di Nardo

Una serata storta, poi la tribuna e adesso un nuovo capitolo da scrivere. Radu Dragusin ha finora vissuto una pausa Nazionali tutt'altro che lineare con la sua Romania: dopo la sconfitta per 2-1 contro la Svezia, nella quale il numero 3 della Fiorentina era stato schierato al centro della difesa da Gheorghe Hagi, il ct ha deciso di lasciarlo fuori per turnover nella sfida di ieri contro la Bosnia-Erzegovina. Una scelta che alla fine ha fatto ancora più rumore, perché la Romania ha incassato quattro gol, perdendo 2-4 e mostrando tutte le proprie fragilità nel reparto arretrato.

L'assenza che si fa sentire

L'assenza di Dragusin, infatti, non è passata inosservata nemmeno sulla stampa romena, anche perché al suo posto sono scesi in campo Andrei Burca e Matei Ilie, non certo Maldini e Nesta. E a tornare sul tema ci ha pensato anche l'agente Florin Manea, che prima della partita aveva commentato la decisione di Hagi ai microfoni di Digi Sport: «Se mister Hagi vuole fare così, lo farà. Ma quando Hagi era un calciatore, non lo avrei fatto ruotare, perché non c'erano altri giocatori del suo valore». Manea è poi stato ancora più esplicito: "Uno come Dragusin deve esserci in tutte le partite, se fisicamente disponibile come adesso. Ora come ora ha bisogno di giocare".

Esperimento rimandato

Il momento in nazionale resta dunque particolare, soprattutto dopo una prestazione con la Svezia al di sotto delle ultime offerte con la Fiorentina. Contro gli scandinavi Dragusin aveva giocato da centrale in una difesa a tre, affiancato da Coubis e Ghiță, soffrendo la mobilità della coppia Isak-Gyökeres e mostrando qualche incertezza sui palloni lunghi e nei tempi di lettura del gioco da ultimo uomo. Ben diverso il recente rendimento visto in viola, soprattutto contro il Napoli, quando in una linea a quattro era emerso come uno dei riferimenti del reparto. Una differenza che riapre anche il dibattito sulla sua collocazione tattica in nazionale, non certo in viola, visto che l'assetto a quattro là dietro, con il classe 2002 come perno al fianco del quale ruotare gli altri centrali (Pongracic, Ranieri, Viery) non è in discussione.

Il ritorno a Firenze

Per Paolo Vanoli, in ogni caso, quella di Dragusin resta un titolarissimo quindi, in crescita esponenziale anche sotto il piano fisico. Prima di riabbracciarlo al Viola Park, però, ci sono ancora due impegni decisivi con la Romania: venerdì la trasferta in Polonia, poi lunedì la sfida casalinga contro la Svezia. Dopo quel doppio appuntamento il difensore dovrebbe tornare a disposizione della Fiorentina da mercoledì 7 ottobre, con l'obiettivo di riprendere il filo interrotto a Firenze e tornare a essere uno dei punti di riferimento della retroguardia viola, già a partire dalla sfida del 10 ottobre contro la sua ex, il Genoa.