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Il ritorno di Gosens: all'Olimpico i viola ritrovano la leadership e l'incisività di Robin

Il ritorno di Gosens: all'Olimpico i viola ritrovano la leadership e l'incisività di RobinFirenzeViola.it
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Ieri alle 16:00Copertina
di Lorenzo Della Giovampaola

Robin Gosens è mancato dal campo per 58 giorni saltando 11 partite con la Fiorentina a causa di un problema muscolare al flessore. La sua assenza, iniziata il 29 ottobre nel match di San Siro contro l’Inter, è concisa con il periodo sicuramente più buio e difficile, non solo della stagione, ma anche dell’intera storia recente viola. Ieri però il numero 21 è tornato titolare dopo i due spezzoni di gara giocati contro Cremonese e Parma, dimostrando quanto era mancata non solo la sua qualità, ma anche la sua leadership e la sua intraprendenza a questa squadra.

L'inserimento alla Gosens
Nel momento infatti di maggior difficoltà della sfida dell’Olimpico contro la Lazio, con i biancocelesti appena passati in vantaggio grazie alla rete dell’ex Danilo Cataldi arrivata al 52', il laterale tedesco ha guidato la riscossa gigliata con quello che possiamo definire il suo marchio di fabbrica. Inserimento alle spalle della linea difensiva avversaria con i tempi e i modi giusti, premiato da un super pallone di un ottimo Niccolò Fagioli, e conclusione di sinistro a incrociare da attaccante di razza. Una delle tante reti messe a segno in carriera per un difensore che, definirlo come tale, è quasi limitante.

Più quinto che quarto
È vero, Robin in più di qualche occasione ha subito le avanzate su quella fascia di Isaksen e Lazzari, ma lo ha fatto più per motivi tattici e di posizione in campo che per errori individuali. Gosens ha infatti giocato come posizione media praticamente all’altezza di Albert Guðmundsson. Più che un quarto di difesa dunque l’ex Atalanta, Inter ed Herta Berlino è stato un vero e proprio quinto di centrocampo, non solo in occasione della rete segnata, ma più in generale nel corso di tutta la partita. Questo ha di fatto comportato una maggiore pericolosità in fase offensiva ma anche una maggior vulnerabilità in fase difensiva.

Un leader indiscusso
Per quanto dunque ieri si sia visto per l’ennesima volta come ci siano dei pro e dei contro nel suo impiego in una difesa a quattro in quella posizione, è altrettanto lampante come questa Fiorentina non possa fare a meno di Gosens, al secondo goal stagionale dopo quello segnato contro il Milan a San Siro e probabilmente uno dei pochi veri leader emotivi e caratteriali di questa formazione.