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Comuzzo si prende l'azzurro, anche se solo per 75': un sorriso al termine di una stagione no, ma la Fiorentina ripartirà da lui

Comuzzo si prende l'azzurro, anche se solo per 75': un sorriso al termine di una stagione no, ma la Fiorentina ripartirà da luiFirenzeViola.it
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Oggi alle 10:00Copertina
di Alessandro Di Nardo

Pietro Comuzzo al centro della Nazionale italiana. Chi lo ha visto nei primi mesi in prima squadra in viola si sarebbe augurato di vederlo prima in azzurro, magari in un'Italia "più Italia" rispetto alla versione altamente sperimentale di ieri. Il colore - e l'emozione - rimane però quella anche per il classe 2005, che scrive così una nota lieta a piè di pagina di una stagione negativa.

La prestazione

Settantacinque minuti al centro della difesa di Silvio Baldini accanto a Chiarodia. Il numero quindici viola se la cava alla grande: testa alta, zero rischi, buone uscite palla al piede (una novità). Certo marcare Sinani e Bohnert non può essere considerato lavoro usurante, ma il centrale di San Daniele in Friuli ha dimostrato di essere sul pezzo, cosa che in alcuni passaggi dell'annata non è sembrata. Proprio l'applicazione (o concentrazione) la sua più grande qualità, si è vista tutta nella notte lussemburghese, una prova che lascia ben sperare rispetto a quello che verrà.

L'annata

Se guardiamo indietro invece, la stagione 2025/26, che doveva essere di conferma, non ha mostrato una crescita visibile rispetto a quella 2024/25. Se nell'anno da 'rookie' Comuzzo ha sorpreso tutti per fisicità e - appunto - applicazione, al secondo anno tra i grandi - va detto, all'interno di un contesto altamente disfunzionale in cui tutti o quasi hanno fatto male - sono emersi tutti i suoi limiti: tecnici, prima che tattici. Comuzzo pare infatti un calciatore di un'altra epoca, un 'unicorno' rispetto ai difensori moderni. Perché è un gran marcatore, però con la palla al piede ha fatto vedere lacune nella gestione e nella lettura di situazioni. Pare implausibile per una squadra d'élite nel 2026 puntare su un difensore con così tante difficoltà nella prima costruzione. E anche per questo la sua valutazione (dati Transfermarkt) è calata da 40 milioni di euro (agosto 2025) agli attuali 20 milioni.

Il futuro

La Fiorentina ripartirà da lui. Perché crede nel progetto di un calciatore che, nonostante i 21 anni già compiuti, s'ha ancora da fare. E perché venderlo adesso, a una cifra che potrebbe essere dimezzata rispetto a quella rifiutata l'estate scorsa, sembrerebbe un harakiri economico e tecnico. Da puntualizzare come ad agosto il suo trasferimento all' Al Hilal di Simone Inzaghi, che sul piatto metteva una cifra vicina ai 40 milioni, fu bloccato dal ragazzo che, come è legittimo, non credeva che un passaggio in Arabia dopo solo un anno di prima squadra potesse essere utile per lui. La Fiorentina, dal canto suo e a differenza di quanto espresso a gennaio 2025, quando fu Rocco Commisso a bloccare il suo passaggio al Napoli (più di 30 milioni l'offerta dei partenopei), aveva aperto alla cessione. Meno di un anno dopo, tutto è cambiato.