IBRA, Infortunio non grave: torno in una-due settimane

25.11.2020 12:45 di  Redazione FV  Twitter:    vedi letture
IBRA, Infortunio non grave: torno in una-due settimane
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Zlatan Ibrahimovic, nel corso dell'intervista al quotidiano svedese Aftonbladet, ha parlato della sua attuale esperienza al Milan, ma anche dei tempi dell'infortunio che lo costringerà a saltare ormai quasi sicuramente la Fiorentina: "Mi sento vivo, so che posso giocare e fare quello di cui sono capace. Poi i risultati parlano da soli ed è un onore vincere di nuovo questo premio, ma senza il duro lavoro non si ottiene nulla. Alla mia età poi serve mentalità, oltre al talento. Ma è tutto nella testa: se vuoi, puoi. Mi sento bene, divento migliore e più completo ogni giorno che passa. Sono diverso da quello che ero dieci e cinque anni fa, penso di avere l'intelligenza di adattare il corpo a quello che posso fare ora. La gente dice che non corro molto, ma io scelgo il miglior modo per correre e aiutare la squadra. Merito anche dell'allenatore: mi mette a uomo in difesa e mi lascia libero davanti, così capisco come posso essere più utile. Se potessi correre 90 minuti senza sosta lo farei, ma non posso. Sono onesto con me stesso, ho bisogno di più tempo per recuperare dopo uno scatto, ma scelgo quando farlo e decido io quando devo sacrificarmi. Devo adattarmi ed essere più intelligente".

Come sta dopo l'infortunio col Napoli?
"Non è niente di grave, tornerò tra una o due settimane".

Era vicino al Bologna prima del Milan?
"Mihajlović si era ammalato. Parlammo e mi chiese di andare a Bologna e gli risposi che lo avrei fatto gratis. Poi gli dissi: 'Sarò onesto: non vedrai lo stesso Zlatan di dieci anni fa, quello che eri abituato a vedere quando giocavo in Italia. Sono completamente diverso. Poi però vidi il Milan perdere a Bergamo, una sconfitta vergognosa. Abbiamo cominciato a sentirci e ho iniziato ad avvertire l'adrenalina. Per affrontare le giornate al meglio devi far pompare l'adrenalina, devi sentirti motivato. Devi porti un obiettivo e nel mio caso non è un contratto. Mi sono chiesto dove sarei stato più utile, la risposta di Mino è stata 'al Milan. Solo tu puoi far tornare il Milan quello di tanti anni fa'. Nella mia testa avevo una visione: era una situazione difficile ma non impossibile, una sfida sicuramente complicata. Dicevano che avevo 39 anni e che tutti quelli che erano tornati in rossonero avevano fallito. Io risposi che ce l'avrei fatta perché non ho mai perso la mia passione. I primi sei mesi sono stati difficili: non sapevamo se sarebbe rimasto l'allenatore, non sapevo se sarei rimasto io. Il club voleva cambiare filosofia e linee guida, la squadra era stata condannata prima di avere la possibilità di continuare a ottenere i risultati. Ma è così che abbiamo cominciato la scalata e oggi siamo più forti".