MARIO, TI RICORDI COME SI FA?

31.08.2013 00:00 di  Stefano Borgi  Twitter:    vedi letture
MARIO, TI RICORDI COME SI FA?
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© foto di stefano borgi

Lo spunto ce lo offre la tripletta di Batistuta in quel di Udine (come dimenticarla? Era il 31 agosto 1997, la "prima" Fiorentina di Malesani che batte l'Udinese per 3-2). Il pretesto invece è la crisi di Mario Gomez, da più parti indicato come l'erede dell'argentino (per blasone, caratteristiche fisiche e tecniche) a digiuno di gol da ben 566'. Qualcuno può dire: le amichevoli non contano... e ci può stare. Col Grasshopper a Zurigo avrebbe segnato se non interveniva il difensore... e va beh. Col Catania, all'esordio di campionato, ha preso un palo a porta vuota. Almeno questo lo vogliamo chiamare errore? Fino al ritorno con le cavallette, quando realizza un gol di testa in fuorigioco. Chiamatela sfortuna, casualità, ma SuperMario è ancora a secco dopo tre gare ufficiali. Lui che, pagato e strapagato, doveva sfondare le reti avversarie e spargere sogni sui tifosi viola. Non ce ne voglia il panzer tedesco, ma noi lo vogliamo aiutare proponendogli il ricordo del più grande centravanti della storia viola, Gabriel Omar Batistuta. L'argentino, 17 anni fa, demolì la difesa friulana con tre gol, misto di tecnica e potenza, lanciò Malesani sotto la curva, e riaffermò la propria leadership nel campionato italiano. Proprio quello che è chiamato a fare Mario Gomez, pluridecorato centravanti della nazionale tedesca, in ritardo di condizione e per questo deriso dalle tifoserie avversarie.

DAL "RITOCCHINO" ALLA GLORIA - Beninteso, la nostra è una provocazione. Mario Gomez ricorda perfettamente come si fa a fare gol. Basti citare il suo palmares: 222 reti in 375 gare da professionista con Stoccarda e Bayern, 25 in 58 gettoni con la maglia della nazionale tedesca. E poi 3 scudetti, 2 coppe di Germania, 2 supercoppe, 1 Champions League, un titolo di capocannoniere in Bundesliga nel 2011. Insomma Mario Gomez, un professionista del gol, un giocatore che sposta gli equilibri, vincente per natura. Eppure proseguiamo col ricordo, magari gli fosse sfuggito qualcosa: 31 agosto 1997, Batistuta dopo aver chiesto (ed ottenuto) il "ritocchino" da Vittorio Cecchi Gori, torna e si mette a disposizione di Alberto Malesani. Fiorentina di scena a Udine per la prima di campionato, con i friulani in vantaggio prima con Amoroso poi con Poggi. Nel mezzo il provvisorio pareggio del "Re Leone" grazie ad una "papera" di Caniato. All'89' ancora Batistuta riporta le sorti in pareggio fino alla prodezza del 93': cross dalla destra con il bomber argentino che si inarca ed in mezza rovesciata mette imparabile all'angolo sinistro di Caniato. Bati impazzisce e "mangia" esultante la telecamera, Malesani esce fuori di testa e va sotto la curva... in maglietta e bermuda. Sarà solo il primo atto di un'opera meravigliosa della squadra viola, lunga tutta la stagione. La Fiorentina terminerà al quinto posto, dall'alto di un gioco spettacolare e di un Batistuta cecchino implacabile con 21 gol all'attivo.

MARIO, TI RICORDI? Crediamo di aver fatto cosa gradita a Mario, rinverdire le prodezze di un autentico mito della storia viola. Magari può prendere spunto, esempio, già dalla trasferta di Genova nella quale servono tre punti come manna dal cielo. Sopratutto Mario Gomez deve cancellare quello zero nella casella gol segnati, che non fa onore alla sua storia, alla tradizione che si chiama Petrone, Virgili, Hamrin, Maraschi, Graziani, Riganò, Toni, Gilardino. E poi Batistuta... il più grande. Mario, ti ricordi ora?