L'URLO DI BATISTUTA... "IRINA TE AMO"

Chiamatela scaramanzia, tentativo estremo di esorcizzare il pericolo... Raccontiamo una delle storiche vittorie viola a San Siro contro il Milan, sperando che sia di buon auspicio...
04.04.2012 00:00 di  Stefano Borgi   vedi letture
L'URLO DI BATISTUTA... "IRINA TE AMO"
© foto di Firenze Viola

Nella settimana di Milan-Fiorentina, una frase che ha fatto storia. Pronunciata da un calciatore che ha fatto storia. In una partita che è una parte di storia, quella recente della Fiorentina. Mattatore assoluto Gabriel Batistuta che quella sera, sul "red carpet" di San Siro, vinse l'oscar per la miglior regia (sua la doppietta vincente), miglior fotografia (il suo bacio alla telecamera fece il giro del mondo), miglior attore protagonista per l'interpretazione della scena finale. Mancava solo Sofia Loren a consegnare la statuetta (perdòn, la coppa) e poi eravamo al completo. Eh già, perchè la sequenza girata al 38' del secondo tempo, avrebbe fatto invidia al miglior attore di Hollywood. Un misto di pathos, gioia, amore e tradimento... che non guasta mai.

Ma andiamo con ordine. Innanzitutto il contesto storico: parliamo di Milan-Fiorentina, finale di supercoppa italiana disputata il 25 agosto 1996 e vinta dai viola per 2-1. Nello specifico la punizione vincente del "Re Leone" che regalò la vittoria alla squadra di Claudio Ranieri. Proseguiamo col titolo: "Irina te amo", perfetto per una soap opera di successo, tra l'altro interpretata dal classico "belloccione" argentino (Gabriel) che dedica il suo gesto alla bella Irina. I due sono costretti purtroppo a stare lontani (ecco il pathos), ma lei è sempre presente nei pensieri del biondo centravanti. E allora quale miglior occasione che regalarle un bacio con dedica in diretta nazionale? Punizione dal limite dell'area, palla che gonfia la rete, e fuga verso la telecamera. Gioia e amore, in quel momento sono i due sentimenti che spingono il bel Gabriel a pensare una frase ad effetto, qualcosa che faccia breccia, che buchi il video ma anche il cuore di lei... Ed ecco che nasce il "Te amo, Irina te amo", nella speranza che lei torni da lui, che lei lo possa perdonare per quella presunta scappatella, che insieme possano ricomporre una delle coppie più belle del mondo. Ahi... ci è sfuggito qualcosa? Non avete letto la parola "tradimento" nel mix di emozioni che vi ho appena raccontato? Spieghiamo subito:  esiste una vasta letteratura sulla genesi di quella frase, per qualcuno spontanea, per altri costruita ad arte. Si disse al tempo che la coppia fosse in crisi, che Irina se ne fosse andata di casa per un periodo di riflessione. Se ne ebbe la riprova quando la stessa Irina, intervistata qualche ora dopo l'accaduto, ebbe candidamente a dire: "La dedica di Gabriel? Mi dispiace non l'ho vista, ero fuori con i bambini. Certo, me lo hanno raccontato..." Non vi sembra strano? Il sogno di qualsiasi donna, una frase d'amore tutta per lei, urlata al mondo intero, che viene snobbata quasi con senso di fastidio. Comunque, tutto è bene quel che finisce bene, e ancora oggi Gabriel ed Irina formano coppia fissa. Se poi Batistuta ebbe davvero la prontezza di inventarsi una simile messinscena... chapeau.

Ancor meglio finì per la Fiorentina che, poche settimane dopo la vittoria in coppa Italia, conquistò un altro trofeo, per di più in casa della squadra campione d'Italia. Era, infatti, il Milan di Maldini, Baresi, Albertini, Boban, Savicevic, Weah... di fronte Toldo, Schwarz, Rui Costa, Batistuta ed il neo acquisto Lulù Oliveira. Vantaggio viola al 12' con la prima magia di Bati-gol (complice il disorientamento di Baresi) che fa 1-0. Pareggio di Savicevic al 22' (sinistro radente, palo-rete) fino al gol decisivo, bellissimo, devastante, futto di tecnica, potenza e precisione. Sembrava il trailer di una stagione fantastica, nella quale i viola erano pronosticati potenziali vincitori dello scudetto. Ahimè, le cose andarono diversamente. Batistuta disputerà la peggior annata delle sue nove con la Fiorentina (solo 13 reti... c'entrerà la scappatella di cui sopra?), qualcuno "toppò" completamente la stagione, il solo Robbiati con 11 gol fu all'altezza della situazione. A compensare il tutto la semifinale di Coppa delle Coppe perduta col Barcellona di Ronaldo. Resta, però, il ricordo di quella fantastica nottata nella quale "Luci a San Siro" si accesero su una splendida Fiorentina, resta la convinzione che a Milano contro il Milan non è persa in partenza. E pensare che stavolta basterebbe anche il pareggio...