Vittoria e lacrime, tutto per Commisso: per Tuttosport la Fiorentina ha trovato la sua identità
La Fiorentina voleva vincere. Voleva farlo per Rocco Commisso, nel giorno più triste, trasformando il dolore in forza e la memoria in motivazione. Al Dall’Ara, contro il Bologna di Vincenzo Italiano, ex tecnico amato dal presidente scomparso a New York, i viola hanno risposto con una prestazione di cuore, rabbia e lucidità, portando a casa tre punti pesantissimi: i primi in trasferta in campionato e il quarto risultato utile consecutivo, fondamentali per allontanarsi dalla zona pericolo e dare continuità alla corsa salvezza.
Lo scrive Tuttosport, che aggiunge poi come la partita sia stata indirizzata già nel primo tempo, dominato dalla Fiorentina. Dopo il gol annullato a Ndour per fuorigioco, arriva il meritato vantaggio firmato da Mandragora, al sesto centro stagionale in Serie A, celebrato sventolando la maglia viola con il nome Commisso. Il raddoppio è di Piccoli, convalidato dal Var: una risposta importante in assenza di Kean, presente comunque a Bologna per fare gruppo insieme a Dzeko e Lamptey.
Compatta, unita, trascinata da Fagioli e Gudmundsson, la Fiorentina controlla anche nella ripresa, quando il Bologna cambia volto con quattro innesti offensivi. I rossoblù crescono nel finale, colpiscono un palo con Rowe e accorciano con Fabbian a ridosso del 90’, ma si svegliano troppo tardi. Il forcing finale non basta. Nel segno di Commisso resta una vittoria voluta, cercata e difesa fino all’ultimo secondo. Una squadra che, nel momento più difficile, ha trovato identità e spirito. E che ora intravede davvero l’uscita dal tunnel.
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