Caso Viola Parking, cala il silenzio. Manca la sentenza sul parcheggio provvisorio

Caso Viola Parking, cala il silenzio. Manca la sentenza sul parcheggio provvisorioFirenzeViola.it
Oggi alle 11:22Rassegna stampa
di Redazione FV

Sulle pagine odierne de La Nazione c'è un focus legato al parcheggio provvisorio del Viola Park, oggi oggetto di dibattito. Sul caso era attesa a novembre scorso la sentenza definitiva, ma ancora non se ne sa nulla di nuovo. Le macchine continuano a sostare in quest’area che si trova tra via della Nave a Rovezzano, via delle Sentinelle e via di Villa Cedri, sotto gli occhi di quei residenti che hanno presentato e vinto il ricorso davanti al Tar: a novembre 2024 il tribunale amministrativo aveva bocciato la delibera comunale risalente a un anno prima, non riconoscendo l’interesse pubblico nell’uso a parcheggio dell’area.

Il Comune di Bagno a Ripoli aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato e lo scorso 6 novembre si è tenuta la discussione in appello, ma della sentenza finale ancora non c'è traccia. Tutto fermo dunque; anzi, tutto in movimento visto che l’area continua ad accogliere in entrate, uscita e sosta le macchine al servizio del Viola Park. Il parcheggio - sottolinea il quotidiano locale - era nato come temporaneo in attesa di quello scambiatore della tramvia; per questo è stato progettato per restare permeabile, illuminato con fonti ad energia solare, quindi a basso impatto ambientale con la possibilità di tornare alle attuali condizioni una volta chiusa l’area sosta. Temporaneo sulla carta, perché da sempre l’idea è di farlo restare perenne, considerata la mole di utenti-visitatori del Viola Park e la condivisione forzata dei 367 posti con i pendolari del tram nel parcheggio scambiatore. Il sindaco Francesco Pignotti ha sempre ribadito che quell’area di sosta è fondamentale per il territorio: i 490 posti al servizio degli utenti del centro sportivo Rocco Commisso sono importanti «per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini e della viabilità: intendiamo mantenerlo con i mezzi che ci sono consentiti». Sarà il collegio del Consiglio di Stato a definire se bisognerà farne a meno oppure no.