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Primavera, Andreazzoli festeggia: "Ho trovato quel che speravo. Piedi per terra? Nessun problema"

Primavera, Andreazzoli festeggia: "Ho trovato quel che speravo. Piedi per terra? Nessun problema"
Oggi alle 17:05Primo Piano
di Redazione FV
fonte dal nostro inviato al Viola Park - Andrea Giannattasio

Aurelio Andreazzoli, dopo il 5-0 della Fiorentina Primavera al Septemvri Sofia nell'andata del secondo turno della Youth League, ha commentato la gara con i media presenti al Viola Park. Ecco le riflessioni dell'allenatore: "Siamo contenti perché, come avevamo detto in fase di presentazione, era una partita che presentava molte incognite. Intanto, non avevamo tanti elementi a disposizione. Il nostro match analyst ha dovuto lavorare parecchio insieme al direttore per recuperare qualche filmato degli avversari, anche da YouTube. Non avevamo quindi le idee chiare come accade solitamente quando affrontiamo le altre squadre. Non avendo riferimenti precisi, abbiamo dovuto proporre quello che pensavamo potesse essere utile. I ragazzi, come al solito, hanno una capacità eccellente, per la loro età, di recepire i messaggi e trasformarli in campo. Gli chiedi determinate cose e loro, con naturalezza, riescono a metterle in pratica. Siamo contenti perché è come entrare in un posto senza sapere cosa aspettarsi e poi trovare tutto quello che speravi. Il risultato è bello. Sono contento anche per Forte, perché è un ragazzo amabile, molto bravo e disponibile. Dopo Croci, anche lui ha messo la sua firma in questa gara in maniera importante".

Prosegue: "Naturalmente, il risultato non garantisce ancora niente. Oggi in campo c'era anche qualcuno che ha già giocato più di 600 minuti in prima squadra. Bisognerà fare attenzione e disputare una partita seria, considerando che sabato abbiamo un altro impegno importante e che il sabato successivo ci sarà la replica. Abbiamo anche il piacere di avere alcune assenze, perché se i ragazzi sono in prima squadra per noi è sempre una soddisfazione. Significa che hanno un valore che può essere aggiunto".

Tre gol di Croci l'altro giorno, oggi quattro di Forte. Come si fa a far mantenere ai ragazzi i piedi per terra e a gestire il loro entusiasmo?
"È la cosa che mi riesce meglio, stia tranquillo: non mi scappano".

Questa squadra sta crescendo soprattutto nella testa, come abbiamo visto negli scarichi e negli aiuti reciproci. I ragazzi si stanno conoscendo e stanno crescendo come gruppo.
"Sì, sono partecipi. Credo che a volte, come ho già detto, siamo anche un po' ossessivi nella ricerca di situazioni che possano avvantaggiarli. Il nostro lavoro è metterli nella condizione di ottenere dei vantaggi personali, cioè di ritrovarsi il meglio possibile all'interno di un'idea di gruppo e nelle posizioni giuste per sfruttare quei vantaggi. Da questo i ragazzi prendono forza e riescono a esprimere il meglio che hanno".

La scorsa settimana aveva sottolineato l'abbraccio dei ragazzi dopo il quarto gol di Beldenti, mentre oggi abbiamo visto quello tra lei e Forte. Quanto sono importanti questi momenti di aggregazione?
"È piaciuto anche a me. Penso che sia piaciuto anche a voi, ma sicuramente molto anche a me".

Una curiosità su Forte: lo avevate scherzosamente minacciato di rimproverarlo se si fosse tolto la maglia, rischiando un'ammonizione come successo a Croci?
"Forte è un ragazzo amabile, un bravo calciatore e di una simpatia estrema. Non c'è soltanto lui, c'è un gruppetto di ragazzi che sono dei birichini. Prima gli ho dato dello stupido e penso che mi abbia anche sentito. Tutto era legato all'espulsione e all'ammonizione di Croci della scorsa volta. Ne avevamo parlato anche in maniera piuttosto accesa tra noi. Quando Forte ha segnato il secondo gol mi ha chiesto: 'Mister, mi tolgo la maglia?'. Ecco cosa è successo. Poi, dopo il quarto gol, ha avuto quei pensieri".

Sabato mancherà Croci per squalifica. Pensa di aver trovato la formazione tipo, sia a livello di modulo sia di uomini? E quanto è importante Beldenti per l'equilibrio della squadra, considerando che in mezzo al campo ci sono diverse soluzioni?
"In questo momento Beldenti è in una buona condizione, sia fisica sia mentale, e ha grande convinzione. È bravo, molto bravo tecnicamente".

Avete effettuato diverse rotazioni anche oggi. Quanto è importante dare fiducia a tutto il gruppo per costruire un senso di appartenenza?
"Oggi quanti cambi c'erano rispetto all'altra volta? Campagnello, Matarano e Boscovic: tre. La volta precedente ce n'erano stati anche di più. Quando allenavo in Serie A, cambiavo quattro o cinque giocatori quasi tutte le domeniche, anche tre quando vincevamo. Se vuoi creare un gruppo con un forte senso di appartenenza, devi dimostrare di avere fiducia in tutti. Oggi abbiamo dato la possibilità di entrare anche a due ragazzi dell'Under 18, Barbone e Chiti. Sono piccole soddisfazioni all'interno del gruppo, che rappresentano uno stimolo per loro a fare sempre meglio e per noi un'occasione per scoprire cose nuove".