Galloppa si presenta a Modena: "In viola sei anni bellissimi: grazie!"

Galloppa si presenta a Modena: "In viola sei anni bellissimi: grazie!"FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2025
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di Redazione FV

L'ex allenatore della Fiorentina Primavera, Daniele Galloppa, si è presentato come nuovo tecnico del Modena. Queste le sue dichiarazioni riportate da tuttomodenaweb.com: “Voglio partire dai ringraziamenti. Ho avuto la fortuna di lavorare sei anni alla Fiorentina: un’esperienza che mi ha fatto crescere tantissimo, sia come allenatore che come persona. Lì ho costruito relazioni importanti e lasciato qualcosa di significativo. Per questo voglio ringraziare tutte le persone che hanno condiviso quel percorso con me. Un altro ringraziamento va alla famiglia Rivetti per avermi dato la possibilità di tornare in un contesto che conosco, in cui mi sono trovato bene anche se, calcisticamente, non andò benissimo. Oggi però mi sento orgoglioso e pronto: darò tutto quello che ho, perché sento forte la responsabilità di questo percorso".

Mi è stato chiesto di essere me stesso
"La società mi ha chiesto una cosa molto chiara: essere me stesso. E io questo voglio fare. Sento una grande responsabilità, soprattutto perché il passaggio dalla Primavera alla Serie B è enorme. Sono stato scelto e ho detto sì per tanti motivi: la serietà delle persone, l’ambizione della piazza e anche aspetti personali e familiari. Vivo vicino a Modena e questo penso faccia allenare meglio".

Il Modena deve essere protagonista
"Sto lavorando insieme alla società per costruire una squadra con caratteristiche chiare. Nel mio modo di vedere il calcioparto sempre dai giocatori più forti, cercando di trovare il sistema migliore per valorizzarli. Nel corso della mia carriera ho utilizzato moduli diversi proprio per questo: mettere i calciatori nelle condizioni ideali per esprimersi. Non voglio far decidere agli altri l’andamento della partita. Ci saranno momenti in cui dovremo difendere ma dobbiamo essere protagonisti e propositivi, dobbiamo scrivere noi la storia con la penna in mano. Anche qui proverò a portare questa filosofia di gioco".

Le difficoltà e la crescita
"Non mi sono mai sentito in debito con il calcio, nonostante i quattro infortuni al crociato. La vita prende direzioni che non possiamo controllare, ma oggi mi sento una persona più ricca sotto tanti aspetti. Forse senza quel percorso non sarei pronto ad affrontare questa sfida. Il sogno è di chi è sveglio: bisogna andarselo a prendere".

La sfida della Serie B
"Le difficoltà più grandi saranno la gestione della pressione, che in Primavera non esiste, e il rapporto con giocatori già strutturati. Con lo staff dovremo essere bravi a creare empatia e trasmettere subito i nostri messaggi. Metodologia e identità di squadra sono chiare e non mi spaventano".

Il lavoro sul Modena
"Ho già visto diverse partite del Modena. Non ho ancora parlato con i ragazzi, ma lo farò individualmente prima del ritiro. In questi giorni stiamo anche completando il mercato per capire chi resterà e chi arriverà. La base della squadra è comunque importante. Modena è una piazza che si è unita molto alla squadra negli ultimi anni, anche grazie al lavoro fatto recentemente. Il mio obiettivo è costruire un gruppo con più soluzioni possibili, capace di essere propositivo ma anche concreto quando servirà 'mettere l’elmetto'".

Il Nido: l’importanza del nuovo centro sportivo
"Il “Nido” è una cosa di cui il Modena aveva bisogno. Quando giocavo qui, ricordo bene questa difficoltà: non solo per me, ma in generale.C’è bisogno di centri sportivi strutturati. Essendo passato da niente a tanto, sono convinto che la differenza la facciano le persone: i giocatori forti vengono comunque fuori, ma con il centro sportivo ci sarà la possibilità di lavorare meglio e alzare il livello. Ho ricevuto messaggi da compagni che non sentivo da anni e questo mi ha fatto sentire di aver vinto. Rispetto a quando ero qui da giocatore vedo differenze abissali. Ai tempi la situazione non era gestibile.  Ero arrivato per ultimo e parlai alla squadra perché ero arrabbiato per alcuni atteggiamenti. Volevo supportare Crespo, chiusi lo spogliatoio parlando a cuore aperto, poi poco dopo mi sono fatto male e molti ragazzi videro quel momento mio come un loro momento di defaillance e questo me lo porto dietro come aspetto bello".