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Abete: "Vi spiego la differenza tra il mio programma e quello di Malagò. Sul calcio femminile..."

Abete: "Vi spiego la differenza tra il mio programma e quello di Malagò. Sul calcio femminile..."
Oggi alle 21:00Primo Piano
di Redazione FV
fonte Stefano Berardo

Il candidato a presidente della Figc alle prossime elezioni del 22 giugno, Giancarlo Abete, a margine dell'evento "Athora Game on-All Stars Night" che celebra la stagione della serie A Women, ha parlato della differenza tra il suo programma e quello dell'altro candidato Giovanni Malagò: "Abbiamo due programmi diversi obiettivamente, il programma del presidente Malagò è ecumenico, si tratta di non urtare sensibilità da parte di nessuno. Il mio è un po' più tranchant, sul versante delle valutazioni, di riflessioni e indirizzo, è fisiologico perché io vengo da esperienze interne e ho più facilità di individuare situazioni di criticità del sistema. Malagò viene da un ambiente esterno al calcio ed è giusto che il primo approccio sia sistemico all'obiettivo di tenere insieme tutte le componenti. Tutti noi vogliamo tenere insieme le  componenti ma la storia ha dimostrato che non è sufficiente avere il 90 o il 100% dei voti per dar vita ad un progetto di rinnovamento perché alla fine proprio i voti determinano un vincolo più che un'opportunità per il fatto di dipendere da un consenso diffuso di tutti. Per questo io ho presentato la candidatura. La candidatura nasce dal fatto che si correva il rischio che sulla base di un'indicazione importante da parte della Lega di A ci fosse una situazione per cui il presidente fosse il deus ex machina che risolvesse i problemi. La verità è che in consiglio federale c'è il presidente col voto che vale per uno e ci sono poi rappresentanti di 20 interessi diversi che in alcuni momenti hanno avuto difficoltà a trovare la sintesi, lo ricordava recentemente anche il ministro. Il presidente insomma presto si troverà a confrontarsi con il consiglio federale che sarà fatto dagli stessi componenti precedenti".

Quindi ci sono punti deboli?
"Non ci sono, perché come ho detto il suo obiettivo è progettare una logica di sistema condiviso, il problema è poi l'applicazione non la dichiarazione di intenti condivisibile e che condivido anche io. Io avevo l'opportunità ma anche la necessità di chiarire alcune situazioni sul versante dell'esperienza maturatata, ci deve essere cioè più assunzione di responsabilità di tutte le componenti, al momento sulla riforma dei campionati e su altre problematiche onestamente non c'è stata"

Qual è il programma sul calcio femminile?
"E' un fiore all'occhiello importante nella Federazione, che è l'unica che è andata verso il professionismo con un'assunzione di responsabilità importante. Poi c'è tutta la filiera che invece ancora soffre nel senso che nonostante ci siano stati dei miglioramneti negli anni questo processo adesso si è bloccato. Se andiamo a vedere i tesseramenti di quest'ultima stagione rispetto alle precedenti questa crescita non c'è più perciò bisogna creare delle situazioni dal basso per far sì che si possa fare più calcio femminile. E' ovvio che quando una rete è più limitata i costi aumentano. Lo vediamo anche nella Lega dilettanti, nei comitati regionali che  hanno poche squadre i costi aumentano e sono ingovernabili perché ci sono distanze eccessive. Noi abbiamo il 3,5-4% di tesserate donne rispetto ai tesserati complessivi della Federazione perciò siamo molto indietro rispetto alla Spagna e altri paesi mediterranei"