PRADÈ, Sì a clausola, mai temuto di perdere JoJo

a cura di A.Gia.
05.09.2012 18:43 di  Redazione FV   vedi letture
Fonte: Radio Blu
PRADÈ, Sì a clausola, mai temuto di perdere JoJo
FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca

Il direttore sportivo della Fiorentina Daniele Pradè è intervenuto questo pomeriggio ai microfoni di RadioBlu per parlare del mercato viole e della nuova squadra agli ordini di mister Montella: ''E' stata un'estate intensa e piena. I complimenti? Li prende il campo, non quello che facciamo sul mercato. Di rivoluzioni ne avevo fatte già, ma il percorso deve essrere lungo ed i presupposti sono quelli giusti. Berbatov? Le righe finali del nostro comunciato sono frutto della mia mente, sono contento che non sia venuto a Firenze e per me è una storia chiusa. Ci faremo rendere i soldi dell'aereo dal procuratore. In 25 anni che faccio il direttore sportivo non mi era mai successo una cosa del genere. Noi siamo convinti di essere già adesso competitivi, non siamo senza punte al momento: abbiamo Jovetic, Ljajic, Toni, Sefeorvic ed El Hamdaoui e a seconda dei moduli possiamo far rientrare in attacco anche Mati e Cuadrado. Con Spalletti abbiamo giocato 5 anni senza punte. Noi abbiamo sondato molte piste alla fine ma abbiamo trovato situazioni fuori dalla logica. Una punta a gennaio? Non lo so. Se ci sarà l'occasione ci potremo provare. Faremo ciò che è giusto ed idoneo per rendere la squadra competiitva negli anni. Giuseppe Rossi? Non lo abbiamo mai contattato, è un ragazzo fortissimo che farebbe bene ovunque, ha uno stipendio altissimo e non sappiamo quando sarà recuperato. Toni? Lo presi a Roma ed in 6 mesi ci ha dato tanto, sia sotto il profiulo sportivo che umano, era un uomo spogliatoio. Una mano ce la darà sicuramente, anche nello spogliatoio, che poi è ciò che abbiamo voluto ricreare prima di tutto. La nuova Fiorentina sarà fatta da uomini, non da calciatori. L'acquisto più importante in un momento difficile è stato Cristiano Lupatelli. L'idea di Toni a Firenze? E' stata mia e di ADV: lo ha voluto chiamare e sentire le sue motivazioni. E' stato un mercato difficile per tutti, ci abbiamo messo un mese per carburare ma in Europa credo che nessuno sia riuscito a fare 33 operazioni. L'operzione più complessa? Quella con il Liperpool per Aquilani, per i pagamenti e le fiscalità: Alberto aveva un ingaggio fuori portata ma i nostri rapporti ci hanno aiutato. Anche l'operazione Nastasic è importante, una delle più importanti del calcio europeo. Abbiamo un bonus sul giocatore, alcune legate alle presenze ed altre al risultato: quando giocherà ci metteremo tutti la maglia del City. Aquilani infortunato? Non ha nulla di importante, ha fatto forse un lavoro troppo affrettato per allenarsi col gruppo. Non siamo preoccupati, ci darà una mano anche per il numero che porta sulle spalle. Borja Valero? Con Montella ci eravamo detti di voler giocare bene a calcio: ci siamo visti un giorno a Roma con Macìa e Vincenzo ed abbiamo fatto una lista di giocatori che volevamo, tra questi c'era Borja. La prima volta che abbiamo chiamato il Villarreal era di 12 mln, poi in pochi giorni ad agosto abbiamo chiuso per 8 mln sia per lui che per Rodriguez. Anche Gonzalo ci darà una mano, sopratutto per far crescere i giovani.

Adesso abbiamo la difesa apposto per 3 anni. Montella? L'ho sempre definito un giovane-vecchio, un uomo pragmatico, deciso che lavora con persone che amano lavorare e che non amano la vetrina del calcio. Tratti di Capello in lui? Tutti i calciatori ereditano qualità dai loro allenatori. Non ho mai avuto paura di perdere Jovetic. All'inizio del mercato sono andato a Milano dove ho incontrato i Della Valle che mi hanno chiarito che la ripartenza doveva basarsi su di lui. Quando ripartirà il tormentone legato a lui? Non certo a gennaio, magari a giugno. Ci vorrà sempre trasparenza, mai cose segrete. Ljajic? E' un ragazzo che doveva partire dopo quello che era successo, è stato umile e si è messo a disposizione: si è messo a lavorare e ci ha colpito tutti. Viviano? Capisco quello che sta soffrendo, ma non dobbiamo proteggerlo. A noi interessa quello che farà in campo anche se sta soffrendo psicologicamente il fatto di essere un tifoso viola, come quando Totti e De Rossi incappavano in qualche giornata no nel derby di Roma. Dimostrerà di essere uno dei primi tre portieri d'Italia. Il rapporto con Macìa? Ci conosciamo da anni, la cosa più importante che abbiamo fatto fu quando io gli vendetti al Liverpool Aquilani. Il mio rapporto con Firenze? Non ho avuto tempo di cercare una casa qui a Firenze ma al più presto mi trasferirò qui con la mia famiglia. Firenze è una città che mi piace tantissimo. Devo capire se andare a vivere fuori città o in pieno centro. Il traguardo non è l'Europa League, ma quello di costruire qualche cosa di importante da qui alla fine della stagione: dobbiamo essere una squadra come quella di domenica, scendendo in campo e giocando a viso aperto con chiunque. Gli allenamenti aperi? So che è un'idea di ADV, non ho ancora capito come si farà ad aprire i campini. Il settore giovanile per noi è importantissimo. Ci sono frequenti contatti con Macìa ed il prof.Verigne. Il nostro obiettivo non è vincere ma educare. Adesso puntiamo ogni anno ad inserire un giovane nella rosa dei 24 in prima squadra. Il miglior mercato dopo la Fiorentina? La Juventus e la Roma sono quelle che hanno lavorato in maniera migliore, ma anche il Napoli tenendo Cavani ha fatto una grande operazione. Chi vince lo scudetto? A Torino sono avvantaggiati. La clausola di Jovetic? Qualsiasi cosa faremo in futuro la depositeremo in Lega e la comunicheremo all'esterno: solo allora la potremo chiamare clausola rescissoria, ed io sono molto favorevole a farla e ne faremo, così come ne facevo alla Roma. La manovra di disturbo della Juve su Berbatov? Per me sono arrivati al 27 di agosto ad avere in mano veramente poco e hanno tentato di irrompere su Berbatov. JoJo in futuro come Totti? Ne parlavo proprio con Francesco tempo fa: per me Stevan può essre l'uomo giusto per il dopo-Totti, come tipo di calciatore. Il tipo di atteggiamento di gioco e la mentalità sono quasi le stesse. Diventerà un top-player. Adesso però non dobbiamo più parlare delle idividualità, ma del gruppo, che è la cosa più importante. Tutti i giocatori che ci hanno raggiunto hanno detto sì perché hanno sposato la nostra causa''.