FRANCHI, VERSO UN NUOVO STOP. L'AMBIZIONE DI ROCCO NON FA ANCORA BRECCIA A ROMA

25.06.2020 20:00 di Andrea Giannattasio Twitter:    Vedi letture
© foto di Massimiliano Vitez/Image Sport
FRANCHI, VERSO UN NUOVO STOP. L'AMBIZIONE DI ROCCO NON FA ANCORA BRECCIA A ROMA

Probabilmente per vedere il decreto semplificazioni scritto nero su bianco ci sarà ancora da attendere qualche giorno eppure le prime indiscrezioni che arrivano da Roma fanno intendere che - come era già stato ipotizzato - dal nuovo compendio di norme in arrivo dal Governo non ci sarà nulla di clamoroso per ciò che riguarda la gestione degli impianti sportivi ritenuti monumenti di interesse nazionale. Né facilitazioni per le amministrazioni locali né soprattutto un allentamento dai rigidi vincoli che al momento bloccano progetti di ristrutturazione più complessi. La conferma è arrivata nel tardo pomeriggio di oggi, quando il MiBACT (Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo) ha emanato un lungo comunicato in risposta all’interrogazione parlamentare voluta dal deputato fiorentino di Italia Viva Gabriele Toccafondi, che ha posto specificamente l’accento sulla futura gestione dello stadio Franchi: “Il fatto che il Franchi sia sottoposto alle disposizioni di tutela non lo “congela” in una condizione di non utilizzo, ma comporta che tutti gli interventi che coinvolgeranno quest’opera, siano essi di conservazione e restauro che di adeguamento a motivate esigenze funzionali, dovranno essere accuratamente progettati al fine di garantire, unitamente al suo adeguamento, la trasmissione alle generazioni future di quei valori storici e culturali che ne hanno giustificato il vincolo” si legge nella lunga nota diffusa oggi.

In buona sostanza è stato ribadito quanto detto a più riprese anche dal Sovrintendente Pessina, che dunque con oggi esce vincitore da un primo round dove tuttavia a rimetterci - come al solito - sono i tifosi della Fiorentina e soprattutto la voglia di investire di Rocco Commisso, che ieri dalle colonne di Forbes ha parlato ancora una volta molto chiaro: “Senza le entrate della partita e delle attività commerciali, la Fiorentina non potrà mai fare lo sforzo di comprare e pagare top player per competere al livello più alto del calcio europeo” ha detto il numero uno viola. Che già non tirasse un’aria buona nelle stanze di Palazzo Montecitorio si era capito già dal giorno in cui a sorpresa è uscita la pista che per il nuovo impianto dei viola portava alla fantasiosa soluzione dell’area dove oggi sorge lo stadio Ridolfi, una proposta di cui il club viola non è mai stato a conoscenza e che in ogni caso non verrà presa in considerazione, in quanto vista come un goffo e attardato ripiego. In attesa dunque dell’ufficialità del Governo, la speranza che il piano A della Fiorentina (che è sempre stato la ristrutturazione del Franchi) possa guadagnare terreno oggi deve incassare l’ennesima frenata. E questo nonostante la recente manifestazione dei tifosi abbia lanciato l’ennesimo segnale forte chiaro sul tema stadio (oggi l’ATF ha ribadito il concetto attraverso i propri social in attesa di mettere in atto nuove forme di protesta). Che questa sia la svolta per puntare tutto su Campi? Di sicuro un'altra frenata sul tema stadi in Italia potrebbe rappresentare la mazzata finale sulla voglia di investimento da parte di imprenditori stranieri decisi a dare alla Serie A una nuova vita.