DA SOGNO A PERICOLO: ADESSO DE PAUL FA PAURA

22.10.2020 13:30 di Andrea Giannattasio Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
DA SOGNO A PERICOLO: ADESSO DE PAUL FA PAURA

È stato il sogno rincorso per tutta l’estate del 2019, il colpo che - assieme a Franck Ribery - la Fiorentina avrebbe voluto regalare alla città e al tecnico di allora, Montella. Rodrigo De Paul tuttavia è sempre rimasto una chimera per i viola, che nonostante un feeling corrisposto non sono mai riusciti a dare l’affondo decisivo per arrivare al numero 10 dell’Udinese. Problemi di natura economica, a fronte di una richiesta - quella in arrivo dal Friuli - di volta in volta più alta. Dai 30 milioni della scorsa estate (che erano improvvisamente diventati 35 a ridosso degli ultimi giorni di mercato, motivo per cui Pradè si era deciso a seguire anche le strade che portavano a Suso e Berardi), si è passati ai 40 dell’ultima sessione. E questo nonostante l’argentino, ormai divenuto un cardine anche della Nazionale argentina, si sia avvicinato di un anno alla scadenza del contratto e non abbia al momento nei piani suoi e dell’entourage rinnovare ancora l’accordo, che con i friulani scadrà nel giugno 2024.

Motivo per cui, nonostante le smentite di rito, anche fino a poco tempo fa la Fiorentina aveva preso informazioni sul classe ’94, che intanto i queste prime gare della nuova stagione si è già fatto notare in tutto il suo talento. E questo al netto del fatto che i primi punti in classifica per la truppa di Gotti siano arrivati solo domenica scorsa, nel posticipo contro il Parma. De Paul è insieme a Messias del Crotone il calciatore ad aver subito più falli in tutta la Serie A (14). Ma sono i duelli in mezzo al campo che hanno confermato la sua forza e la sua estrema duttilità da mezzala tutta fantasia: contro il Parma ne ha affrontati 23 vincendone 17, senza tralasciare i 200 i passaggi positivi e le 14 occasioni da gol create nelle prime 4 giornate. Musica, ma allo stesso tempo brividi per le orecchie dei viola che se possono rammaricarsi di aver ceduto Chiesa solo a ridosso del gong finale di mercato (e di non aver avuto soldi freschi da reinvestire subito) adesso sperano che domenica, al Franchi, “Rodri” sia in giornata no. L’argentino, del resto, non ha ancora fatto il suo primo gol in stagione.