C'È CHI DICE NO! DA NORD A SUD, ED IN EUROPA: I GRUPPI DI TIFOSI SCHIERATI CONTRO LA RIPRESA

20.05.2020 10:30 di Dimitri Conti Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
C'È CHI DICE NO! DA NORD A SUD, ED IN EUROPA: I GRUPPI DI TIFOSI SCHIERATI CONTRO LA RIPRESA

La Serie A punta sempre più decisa a far tornare il pallone a rotolare, eppure nella penisola si sono levate diverse voci a contrasto. Da nord a sud, una nutrita fetta del tifo italiano di calcio infatti si sta unendo al grido di "no alla ripresa del campionato". Una questione prevalentemente di rispetto del lutto, se vista dalla loro prospettiva, e una contro-offensiva nei confronti del pallone che nasce, per quanto riguarda l'Italia, dai gruppi coinvolti nei territori del nord più funestati dall'emergenza Coronavirus: giusto per essere chiari, Atalanta e Brescia. Due tifoserie da sempre divise dalla fede, ma questa volta unite da principi, ideali e volontà di metterli in pratica.

Con le province di Bergamo e Brescia falcidiate dal virus, le tifoserie si erano dette pronte a non tornare più ad occupare i seggiolini degli stadi per qualche tempo, dati gli elevati lutti nella comunità. Sin da subito, però, si è intuito che non si trattava di una semplice iniziativa locale, ma che il fenomeno fosse destinato piuttosto a diffondersi rapidamente lungo lo Stivale. E allora ecco che a macchia d'olio è giunto il supporto, sotto forma di striscioni o di comunicati dei gruppi organizzati, di tantissime realtà da ogni angolo: le genovesi Sampdoria e Genoa, quelli della SPAL, ma anche le curve di Torino, Roma, Lazio, Lecce e Napoli hanno espresso dissenso verso il sentimento di ripartenza ad ogni costo - anche e soprattutto quello di rinunciare al suo cuore pulsante - trasmesso dai vertici del calcio. Con loro anche tante altre realtà minori.

Neanche la Fiorentina è esente, visto che tramite i social network, qualche giorno fa (CLICCA QUI per la notizia originale), è arrivata la decisa presa di posizione della Curva Fiesole, a fianco di chi non ci sta a vedere una ripresa forzata: "Inaccettabile pensare a una ripartenza del campionato quando ancora ci sono centinaia di vittime (...) Se ripartirete lo farete da soli e insieme al vostro profitto, avrete anche il nostro disprezzo". Da capire come i gruppi del tifo viola, ed altri con loro, si vorranno porre a proposito della manifestazione organizzata a Roma per il 6 giugno con l'obiettivo di riunione sotto una protesta comune le tifoserie di tutta Italia. Un evento che però già in partenza non ha trovato tutti concordi, dato che la Curva Nord dell'Atalanta non proprio un elemento qualsiasi nella vicenda, si è dissociata dalle presunte finalità politiche celate dietro. Idem per tanti altri esponenti d'Italia, dal Bologna fino alla piccola Sanremese

Sarebbe sbagliato fermarsi anche solo all'Italia, visto che persino l'idilliaca Bundesliga ha dovuto fare i conti con i contrasti espressi dai tifosi delle proprie squadre, mentre i massimi dirigenti del calcio tedesco invitavano ad ingoiare il boccone amaro, per salvare la baracca e godersi i vantaggi derivanti dall'essere l'unico grande torneo a riaprire i battenti. In Europa, tra quei campionati che a differenza di Francia, Olanda e Belgio hanno deciso di provare a concludere la stagione, non mancano le voci dissidenti. Quasi 300 gruppi di tifo (molti in Italia, ma non la Curva Fiesole) hanno infatti firmato un documento il cui contenuto è già ben chiaro dal titolo: "No Football Without Fans". Per il momento, tanto, gli incontri sono (e sarebbero) giocati a porte chiuse, ma quando i cancelli riapriranno, se certi sentimenti dovessero rimanere tali, si rischia di andare incontro ad una situazione totalmente differente da quella che conoscevamo prima. Senz'altro ci saranno dei conti da fare, come nel resto del sistema.