La crisi del calcio italiano raccontata ne "Il governo del pallone": dalla politica alla FIGC
Sulle sue pagine online, Il Foglio celebra il libro "Il governo del pallone", firmato da Massimo Cervelli - del Museo Fiorentina, collaboratore di Radio FirenzeViola - e Alberto Molinari. Un'opera che riassume e spiega come il calcio sia lo specchio della politica italiana, osservata da una prospettiva laterale, ma fondamentale: quella della Federazione italiana giuoco calcio, nata nel 1898 e da allora specchio fedele, talvolta deformante, del paese. Scrive a proposito il quotidiano:
"Gli autori raccontano la storia federale, una lunga partita a scacchi tra centro e periferia, tra grandi club e piccoli, tra Serie A e tutto il resto, tra autonomia sportiva e ingerenza politica. Una dialettica che attraversa tutto il Novecento e che, pagina dopo pagina, assume i contorni di una vera e propria storia parallela del paese. Il fascismo, inevitabilmente, è il primo snodo. La Figc del ventennio è laboratorio di irreggimentazione e propaganda, ma il libro è più interessante quando si allontana dalle certezze, chiamiamole così, dei gerarchi con la camicia nera e si avvicina alle ambiguità del dopoguerra, della ricostruzione, della fatica di tenere insieme democrazia e consenso di massa.
Qui il calcio diventa una lingua comune, ma anche un terreno di scontro tra interessi economici crescenti, con una governance molto spesso in affanno. La vera forza del saggio di Cervelli e Molinari sta però nell’ultima parte, quella che riguarda la trasformazione industriale del calcio. Diritti televisivi, globalizzazione, debito strutturale: parole che oggi suonano familiari, ma che qui vengono ricondotte a una genealogia precisa. Non è tutto successo all’improvviso".
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