Cherubini: "Iniziai a parlare del problema giovani con Paratici. Servono le seconde squadre"

Cherubini: "Iniziai a parlare del problema giovani con Paratici. Servono le seconde squadre"FirenzeViola.it
Oggi alle 17:45News
di Redazione FV
fonte Tuttomercatoweb.com

Presente a Milano al panel “I giovani nel sistema calcio italiano”, organizzato all’Arena Civica di Milano prima della finale di Coppa Italia Primavera, l'amministratore delegto del Parma, Federico Cherubini, è intervenuto ai microfoni dei media presenti per parlare dei problemi del nostro calcio e focalizzarsi sul tema delle seconde squadre. Nel farlo, il dirigente è ripartito dai suoi trascorsi alla Juventus con Fabio Paratici, ora ds della Fiorentina: “Quando sono arrivato alla Juve abbiamo iniziato a parlare con Paratici di questo problema, a un certo punto siamo arrivati ad avere 70 giocatori. Eravamo una filiera che produceva giocatori, ma non sapeva dove metterli. Da lì, l’idea di osservare altri Paesi e capire che, probabilmente, avere una seconda squadra potesse essere un percorso importante, perché quando i giocatori restano più tempo nel club possono crescere e anche creare un certo vantaggio.

Perché non c’è un sistema di seconde squadre: se ci fosse, il problema non ci sarebbe e, come tutti gli altri Paesi europei, sarebbe under 17, 18,19 e seconde squadre. Io ho vissuto le prime assemblee di Serie C: nessuno voleva la Juventus, ora ce ne sono quattro e sembra che occupiamo spazi. Non dobbiamo focalizzarci solo sulla Serie C, è miopia: in tutti i principali campionati europei, tolta l’Inghilterra, il 60% delle squadre sono nel quarto livello. Se a me dessero la possibilità di iscrivere la seconda squadra del Parma non lo farei mai in Serie C, ma in D lo farei, è anche lì che vanno accolte le seconde squadre: lì posso sviluppare i calciatori che provengono da sotto. Le squadre più grandi forse possono reggere in C. Io ho paura che, sull’onda della terza mancata qualificazione al Mondiale, faremo delle regole sbagliate, magari limiteremo gli stranieri. Penso alle regole sugli under obbligatori: essere giovani non è un merito, a Foligno ho avuto ragazzi che facevano trenta partite e l’anno dopo non mi volevano prendere nemmeno club di Eccellenza. Gli unici risultati dell’obbligo sui giovani sono che costano di più”, le parole riprese da TMW.