La priorità di Paratici è l'allenatore: il sogno per la panchina viola è Iraola
Fabio Paratici ha tre mesi per provare a rivoluzionare la Fiorentina. Il Corriere Fiorentino parla degli step che il Ds vorrà fare, ai passi che ha in mente per costruire una squadra che sia di nuovo bella e competitiva. La priorità, va da sé, è la scelta dell’allenatore. E se è vero che in questi mesi è stato lui il primo a spendersi per difendere e supportare Vanoli, è normale che ora pensi a portare un tecnico che sia una sua scelta. Partito puntando altissimo (Maresca era forse il preferito, seguito da Farioli), oggi sogna il basco Iraola e riflette su Sarri, mentre Grosso (oggi in pole) è la soluzione probabilmente più semplice. Il fatto, tanto per tornare alla questione dell’autonomia, è che in società esiste un’anima convinta che se si deve cambiare per prendere l’attuale tecnico del Sassuolo allora si può confermare Vanoli. Si vedrà, anche se tutto porta al cambio. Un nodo da sciogliere in fretta, per poi buttarsi sul mercato.
Con una questione in cima all’agenda: il caso Moise Kean. L’idea (visto soprattutto il peso dell’ingaggio) sarebbe sacrificarlo, ma trovare acquirenti disposti a pagare i 62 milioni della clausola, o ad avvicinarsi a tale cifra, non sarà semplice. Anzi. E poi il contratto di Dodò, la difesa di Fagioli, il complicatissimo sfoltimento della rosa. Tutto il resto (comprese questioni che riguardano l’organizzazione del club o altre aree come ad esempio lo staff medico) verrà dopo. Un lavoro enorme, da affrontare un passo alla volta, che però non spaventa Paratici. A patto, va da sé, di sentirsi messo nelle giuste condizioni per poterlo fare.
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