OCCHI PUNTATI SU, Il 12° viola in campo: Cesare Prandelli

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27.08.2007 08:04 di  Stefano Borgi   vedi letture

1° minuto del secondo tempo, sostituzione fra i viola: esce la Fiorentina del primo tempo, brutta, lenta e macchinosa ed entra quella del secondo, brillante, vincente, capitanata da un mediano volenteroso, tecnicamente discreto, dotato di grandissima sagacia tattica…Cesare Prandelli. E’ il classico giocatore da 6,5 fisso in pagella, da grande potrebbe fare l’allenatore. Stiamo evidentemente giocando, ma la vittoria della Fiorentina nel derby toscano contro l’Empoli ha un nome ed un cognome, ovvero quello del suo allenatore.



I viola nel primo tempo, si schierano con un 4-1-2-2-1 che vede Liverani vertice basso, Pazienza e Montolivo nel mezzo a menare le danze, Santana e Mutu ad assistere l’unica punta Giampaolo Pazzini. Non va, e si vede subito. La palla sta a terra secondo il diktat di Prandelli, ma gira lenta; Santana è fuori condizione (e va già bene che non si fa male), mentre Mutu appare il più attivo, largo sulla sinistra e per questo abbandona Pazzini al centro dell’attacco che evidentemente fa quello che può. Aggiungiamo l’imbarazzo di Potenza sulla corsia difensiva di destra dove Antonini maramaldeggia, il caldo tropicale a tagliare gambe ed idee e i conti sono presto fatti; uno 0-0 con l’Empoli vincitori ai punti. Ad inizio secondo tempo entra in campo il 12esimo giocatore, l’ultimo acquisto viola, Cesare Prandelli che cambia la fisionomia della squadra; e chi l’aveva detto che il mercato della Fiorentina era chiuso? Fuori Pazienza dentro Kuzmanovich, ed un quarto d’ora dopo fuori Santana e dentro Donadel per il ritorno al vecchio 4-4-2. Il serbo sta largo a destra e Montolivo svaria sulla sinistra con licenza d’accentramento. Non sono due esterni di ruolo, ma si sa, questo modulo non esige due ali vere, bensì uomini di qualità che facciano anche quantità per sostenere le due punte. E la qualità si è vista: Kuzmanovich imposta e conclude, mentre Montolivo si scopre fromboliere e, sempre accentrandosi da sinistra, con un tiro da fuori area propizia il gol di Pazzini. Il terzo gol poi è da standing ovation; la matrice è identica, fuga sulla sinistra, conversione verso il centro e tocco sotto verso il sette alle spalle di Balli. Nel mezzo la seconda rete, autore Adrian Mutu con il rumeno che ha saputo mantenersi su buoni livelli per tutta la partita.

Detta così sembra tutto facile, ma la Fiorentina del primo tempo aveva impaurito tutti, Prandelli compreso. Di contro nessuna bocciatura; Santana riemergerà presto (infortuni permettendo) e con Semioli formerà la coppia d’ali che assisteranno a dovere Pazzini. Fino ad allora, spazio all’antico (leggi il modulo 4-4-2) e per tutte le evenienze ed imprevisti c’è la sostituzione provvidenziale: ”col numero 13 nella Fiorentina entra Cesare Prandelli”… ed il gioco è fatto.