IL MARATONETA, La festa viola

IL MARATONETA, La festa viola
martedì 29 maggio 2007, 07:11LE RUBRICHE DI FV
di Redazione FV

E’ qui la festa? Sììì … E tutto il Franchi risponde all’unisono alla domanda del Jovanotti prima maniera. Ecco questo è il sunto degli ultimi novanta minuti di questi straordinario campionato concluso in una vera e propria festa per tutti. Non ci sono i tornelli che hanno chiuso il Franchi contro l’Udinese, ma ci sono i bambini che intonano l’Inno Viola, ci sono i nasi viola per i trentamila presenti, c’è il patron Diego, c’è Toni dietro la porta sotto la Fiesole come un raccattapalle qualsiasi, insomma c’è l’euforia che contamina tutti come all’ultimo giorno di scuola dopo un annata positiva. E allora dopo aver assicurato il risultato già all’inizio del secondo tempo con l’osannatissimo Pazzini, ecco che si scatena la festa del Franchi con la “chiama” per tutti i singoli protagonisti di questa stagione viola. Si inizia con i capelli di Frey che assicurano donne a profusione e si continua con le doti simil brasiliane di Pasqual, per chiedere poi a Blasi di picchiare in nome e per conto della curva, e così via per tutti gli altri in campo. Prandelli offre al 59° la giusta passerella a Mutu, campione ritrovato sotto la torre di Maratona dopo tribolazioni assortite oltremanica, e Firenze gli tributa una standing ovation degna di una star sulla Croisette, lui sorride e ringrazia il Franchi con quadruplo inchino. Si pensa al prossimo anno ed alla Madama ritrovata e mai dimenticata nelle antipatie di ogni tifoso viola. Si domandano lumi al vicino di posto dotato di radio su chi retrocede e ci si lancia in gufate e strali iettatori sul Rastrello di Siena nella speranza di non incontrare più la succursale toscana di gobbolandia, ma non si può avere tutto nella vita.

La curva chiede a Prandelli di saltare ed il mister accontenta il pubblico, Corvino, addirittura con la cravatta d’ordinanza delle grandi occasioni, risponde con la mano al coro della Fiesole. Nessuno viene dimenticato in questo giorno, anche chi ha deciso di non giocare più con questa maglia viene ringraziato per ciò che ha dato ed ha fatto. Gli stewards in giallo canarino vengono fatti sfilare sotto la Fiesole per impedire un’improbabile invasione di campo e vengono giustamente ricoperti di fischi e sberleffi: il tifoso sa ed ha capito che invasione di campo significa Daspo finchè morte non ci separi e quindi evita di violare il prato del Campo di Marte. Reginaldo dà il via alla Macarena più numerosa mai messa in opera (roba simile nemmeno alla Valtur la si vede) ed il ballo di gruppo della curva Fiesole potrebbe davvero finire nel libro del guinness dei primati. Il folletto brasiliano con capigliatura stile Peter Parker-Uomo Ragno ringrazia Firenze con due reti da cineteca, ancora una volta Corvino ci ha visto lungo. Poi il fischio finale, l’inno di Narciso, il bandierone, il giro di campo, i salti, le maglie lanciate, gli abbracci, i sorrisi, qualche occhio lucido e la consapevolezza di tutti che è stato compiuta un’impresa straordinaria lunga otto mesi e mezzo. S.G.