ROCCATI A FV, PERIN MEGLIO DI DRAGOWSKI: PUÒ APRIRE UN CICLO PER 6 O 7 ANNI. STADIO...

31.05.2020 17:00 di Alessio Del Lungo   Vedi letture
ROCCATI A FV, PERIN MEGLIO DI DRAGOWSKI: PUÒ APRIRE UN CICLO PER 6 O 7 ANNI. STADIO...

Il mercato non è ancora iniziato, ma sono già tante le voci che si susseguono su alcuni calciatori. Non è un mistero che la Juventus insegua Federico Chiesa, ma stamani, sulle colonne di Tuttosport, si è parlato di un possibile inserimento come contropartita da parte di Mattia Perin, portiere bianconero in prestito al Genoa, che comporterebbe quindi una cessione di Bartlomiej Dragowski. FirenzeViola.it per capirne di più ha contattato in esclusiva l'ex portiere viola, Marco Roccati.

Qual è il suo giudizio su Dragowski e sulle qualità che potrà sviluppare in futuro?
"Si tratta di un ragazzo che quest'anno ha avuto un periodo un po' altalenante, ma è il primo anno che arriva in una piazza così importante ed ha bisogno di tempo per ambientarsi in questa società. Quest'anno poi ci sono state varie situazioni difficili, non si può pensare di arrivare a Firenze e fare subito il fenomeno, ma ha tanti margini di crescita. Non ce l'ha fatta Buffon alla Juventus...".

Crede che la Fiorentina possa davvero privarsi del portiere polacco per puntare su Perin?
"Dragowski secondo me ha mercato e non si fa fatica a cederlo o sistemarlo nell'eventualità che si voglia darlo via. Per Perin verrebbe fatto un investimento importante, soprattutto se viene preso in maniera definitiva, anche perché ha uno stipendio che necessariamente dovrebbe ridurre. Per lui sarebbe un'opportunità visto che tornerebbe nel calcio importante da protagonista, in una società che vuole affacciarsi al vertice e che gli permetterebbe di giocarsi le sue carte per una maglia in Nazionale. Ha una prospettiva certa, è una grande idea per i viola".

L'arrivo di Perin al posto del classe '97 migliorerebbe la rosa oppure la peggiorerebbe?
"Dal punto di vista tecnico per me si andrebbe a potenziare perché Perin è già affermato, è completo, ha una grande personalità che è la sua grande forza. E' un portiere che darebbe l'opportunità di tracciare un ciclo importante, a Firenze ci sono sempre pro e contro su quel ruolo, ma con lui si risolverebbe questo problema e si aprirebbe un ciclo. Lui deve andare a Firenze o a Napoli per me. Un altro perfetto per la Fiorentina sarebbe Gollini".

Perin è del '92, Dragowski del '97. Avrebbe un senso dal punto di vista del progetto questo investimento?
"Perin è partito molto giovane, non ha ancora 30 anni, ha grande esperienza, buon livello di maturazione e potrebbe trovare la consacrazione a Firenze. Se si ha la necessità di investire in vista di un progetto lui non dovrebbe dare problemi per 6 o 7 anni, credo che abbiano fatto ottime considerazioni".

Sarebbe dunque una bocciatura anche per Alban Lafont?
"Non è una bocciatura perché quella è un'altra cosa. Quando sei un ragazzo che ha prospettiva e vai a giocare in Lega Pro è una bocciatura, ma questa no. La Fiorentina con lui ha fatto un investimento su un portiere che farà una grande carriera in una massima serie, italiana o fuori da qua. Ci sono tanti campionati che hanno valore importante e lo dimostrano le coppe europee. Lafont è stato un investimento giusto, fatto in maniera razionale e i vari stravolgimenti societari e in dirigenza non gli hanno dato la possibilità di affermarsi. Era una situazione da gestire in maniera diversa dalle stesse persone perché lui è giovane e non ha avuto nemmeno il tempo per dimostrare. Perin rimane comunque una certezza rispetto a questi profili che hanno ancora da dimostrare tanto".

Qual è la sua opinione sulla vicenda stadio?
"Commisso vuole vincere lo scudetto, è un presidente forte, ha le idee chiare, sa come si deve fare quello che vuole per il club: proverà a costruire una squadra forte. Quando a me chiamò Della Valle nel dicembre 2003, mi invitò nelle Marche in una casa e lui mi spiegò quello che aveva in mente, ma qualcuno gli ha girato le spalle e non gli ha dato la possibilità di svilupparlo. Aveva una serie di idee per farne un'azienda della Fiorentina, sarebbe stupido non andare incontro a Commisso, patron ricco che vuole il bene del club, anche perché a Firenze c'è una passione diversa rispetto agli altri posti. Ha già praticamente fatto il centro sportivo, senza lo stadio prima o poi si stufa perché il calcio è diventata un'azienda e fa del bene a tutti, ma ha anche bisogno di essere aiutato. Se chiude il calcio chiudono tutti. Io ho avuto la fortuna di fare della mia passione un lavoro, ma muove miliardi di euro e tiene in piedi tutti gli altri sport. Senza contare che con il pubblico della Fiorentina un nuovo stadio, anche se preferirei il restyling del Franchi, garantirebbe 10 punti in più a campionato".