NASSI A FV, MERCATO? NON È TARDI, L'IMPORTANTE È NON SBAGLIARE GLI ACQUISTI

29.07.2019 16:40 di Alessio Del Lungo   Vedi letture
NASSI A FV, MERCATO? NON È TARDI, L'IMPORTANTE È NON SBAGLIARE GLI ACQUISTI

"L'importante è avere le idee chiare". Con questa frase, Claudio Nassi, ex direttore generale dei viola e storico dirigente sportivo, contattato in esclusiva da FirenzeViola.it, commenta l'immobilismo sul mercato della Fiorentina di Rocco Commisso che però continua a predicare calma e chiedere tempo.

Che cosa ne pensa delle tempistiche con le quali si sta muovendo il club gigliato con le operazioni in entrata?
"Quello che è importante è non sbagliare gli acquisti, poi non ha importanza quando verranno fatti. Si dovrà privilegiare la qualità alla quantità. Ulteriori valutazioni diventa molto complicato farle perché bisognerebbe essere dentro alla società che tra le altre cose ha una proprietà nuova e straniera che deve imparare molto sul calcio italiano: spero si siano fatti consigliare dalle persone giuste".

Come avrebbe gestito finora e come gestirebbe il caso Chiesa?
"Non so quali siano i programmi di Commisso, ma è sicuramente davanti ad un compito non facile perché gestire la Fiorentina non è semplice. Con Chiesa si deve usare la massima attenzione, prendere le decisioni con il padre e la famiglia nella sintonia più totale. Se il ragazzo deciderà di rimanere o meno le cose spero siano fatte nella maniera più seria possibile e convincente. Sono state spese della parole e tornare indietro non è semplice, l’offerta di 5 milioni annui per 5 anni non è banale... Prenderei da esempio la gestione di Cellino con Tonali".

Quali impressioni le ha lasciato la tournée americana?
"Ci sono stati dei miglioramenti rispetto all'anno scorso, ma era ovvio visto che è meglio non parlarne più della stagione appena conclusa e non tornarci più sopra. Serve tornare al top nel tempo più breve possibile e il duo Commisso-Barone deve capirlo in tempi abbastanza rapidi altrimenti poi i tifosi della Fiorentina finiranno per rimanere delusi dal loro operato".

Crede che si debba ripartire dai giovani o valutare profili più esperti?
"Se uno è bravo è bravo, non ci sono problemi. Sono contrario al mandare in prestito i giovani per farli giocare e prendere esperienza perché le stesse società proprietarie del cartellino dovrebbero valorizzare i suoi prodotti. I ragazzi validi devono osservare e crescere con i più esperti, rubare tutto da loro: solo così potranno migliorare. Se si è bravi si arriva in prima squadra prima o poi".