NAPPI A FV, VLAHOVIC NON MERITA QUESTE CRITICHE. KOUAME NON È UN BOMBER

28.09.2020 16:30 di Alessio Del Lungo   Vedi letture
NAPPI A FV, VLAHOVIC NON MERITA QUESTE CRITICHE. KOUAME NON È UN BOMBER

La sconfitta di Milano per 4-3 della Fiorentina ha lasciato un grande amaro in bocca ai giocatori di Iachini e a tutti i tifosi viola per come è maturata, ma al tempo stesso ha offerto spunti positivi dai quali ripartire in futuro. FirenzeViola.it in esclusiva ha contattato l'ex attaccante gigliato, Marco Nappi, per approfondire i temi che ha lasciato in eredità la sfida di sabato scorso.

Che Fiorentina ha visto contro i nerazzurri?
"Abbiamo visto una bella partita con i viola che fino a quando erano in vantaggio avevano messo la gara nel binario giusto coprendosi bene e ripartendo. Ribery ha dimostrato tutto il suo valore con un filtrante tra la linea difensiva sul piede di Chiesa che solo lui poteva fare. Peccato per il risultato, ma Conte ha messo Vidal e Nainggolan e si è visto come la differenza la facciano sempre i grandi campioni".

Grande prova per Chiesa e Milenkovic, i due giocatori gigliati con più mercato. Che fare con loro?
"Li terrei assolutamente perché con abbiamo visto la qualità che ti danno in campo. Ribery ha fatto una gran cosa, ma l'inserimento e la freddezza di Chiesa dimostrano tutto il suo talento, ma anche Milenkovic ha sofferto poco. Possono fare la differenza alla lunga".

Chi ha brillato un po' meno è stato Vlahovic.
"Non merita tutte queste critiche perché è entrato in un momento delicato, ha fatto due o tre buone giocate. Non è facile entrare dalla panchina per uno come lui che è forte fisicamente fa fatica ad entrare in corsa perché deve mettersi in moto".

Ma l'atteggiamento era quello giusto?
"A volte c'è anche il fatto che un calciatore è arrabbiato perché non gioca, ma è sbagliato. In panchina devo stare concentrato, serve la testa giusta per poter dare il massimo altrimenti è giusto che la gente si arrabbi con te. Le scelte le fa l'allenatore, si prende le sue responsabilità, lui è giovane e sa di essere un grande giocatore: io lo terrei e gli darei più fiducia".

Manca comunque un centravanti che possa fare da riferimento?
"Sì. Kouame non è un grande bomber, le caratteristiche che servono sono quelle di Milik o di Dzeko, serve quello per fare il salto di qualità. Ma dove lo vai a prendere? A Milano quando la squadra era in difficoltà la palla tornava sempre indietro e la difesa veniva messa sempre sotto pressione".

Ribery invece ha deliziato ancora una volta tutti con le sue giocate.
"Basterebbe un altro come lui e saremmo ok. Il valore lo dimostra in campo, il presente è roseo. Deve ancora ingranare al 100%, viene da un infortunio, non è più un ragazzo e sa che a 22 anni le botte le assorbiva in maniera diversa, mentre ora deve gestirsi, ma ne è al corrente".

Un'altra nota stonata è stata Amrabat che non ha fatto benissimo. Si tratta di un problema di ruolo o è un caso?
"Lo deve sapere l'allenatore che lo ha sempre sott'occhio. Per me rimane una partita negativa, ma le sue qualità le conosciamo: è un giocatore universale che ha bisogno di spazi per esprimere il meglio. Non dimentichiamoci che siamo solo all'inizio, diamogli tempo di ambientarsi e di entrare forma".